Saturday, March 29, 2008

VIDEOGIOCHI diseducativi: altri due esempi negativi


Ecco altri due esempi di videogiochi diseducativi: grazie a uno di questi, già posto in commercio, puoi diventare addirittura … Dio, ovvero onnipotente con la possibilità di decidere le sorti del mondo! Puoi cioè innalzare chi vuoi e giungere a togliere la vita a chi non ti sta simpatico, come se Dio avesse mai fatto una cosa del genere. Un altro videogioco, stavolta inglese, ti permette di forgiarti con la chirurgia estetica sino a divenire, in base a "certi" canoni, perfetti! La chirurgia plastica è eccezionale e aiuta molte persone che ne hanno veramente bisogno (si pensi ad esempio alle ricostruzioni post interventi chirurgici attuati per asportare tumori o ai valenti medici volontari che vanno nel cosiddetto Terzo Mondo a ridare un sorriso a chi ne è stato deturpato), ma non credo proprio che debba essere proposta in un videogioco come modello per i ragazzi.
Possibile che non ci si possa limitare a videogiochi sportivi o di qualità e che sull’altare del profitto si debbano mettere in commercio continuamente videogiochi così diseducativi e fuorvianti?

Daniele Damele

2 comments:

Unknown said...

Di videogiochi diseducativi ce ne sono molti, un altro esempio è l'ormai famoso "Grand Theft Auto" (sono arrivati alla 4 edizione), dove il giocatore impersona un aspirante "scagnozzo" della malavita cittadina per la quale deve compiere omicidi, rapine, pestaggi, in modo da guadagnarsi il rispetto e fare strada nel "mondo del lavoro malavitoso". Secondo me, si possono fare anche giochi diseducativi, ma devono essere indirizzati esclusivamente ad un pubblico adulto (anche se tra questi ci sono sempre gli squilibrati che possono emulare quanto visto: mi torna alla mente la strage del Columbine High School, la quale ha ispirato il film "Elephant", di Gus Van Sant, e il film-documentario "Bowling at Columbine" di Michael Moore). Sono convinto che sia compito del genitore assicurarsi che il gioco in questione sia adato a suo figlio. Con queste parole non voglio dire che sono d'accordo con qualsiasi tipo di gioco, i due citati dal Dott. Damele sono davvero un'esagerazione.

Due Come Uno said...

Possibile che nessuno abbia notato che i giochi citati hanno un rating del Entertainment Software Rating Board (ente che in Italia non credo esista) di 17+, ovvero adatti E VENDIBILI solo ai maggiorenni ? Dunque, la colpa (nuovamente) e' dei ragazzi ? Dei media, cinema e videogiochi ? O dei soliti genitori che "dio, quant'e' comodo quello scatolotto che fa blin blin quando devo farmi i cavoli miei" ?