Saturday, December 15, 2007

AIDO: i dati delle donazioni del FVG al 30 novembre 2007


"Il Friuli Venezia Giulia è la quarta regione in Italia per numero di donatori di organi utilizzati nel 2007 sino alla data del 30 novembre. Siamo passati dal 32,1 per milione d'abitanti del 2006 all'attuale 25,8": lo rende noto il presidente provinciale di Udine dell'Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (Aido), Daniele Damele, commentando i dati sull'attività di donazione e trapianto sino a novembre.Alla fine degli undici mesi del 2007 i donatori utilizzati in Toscana sono pari al 33,4 a conferma della bontà del sistema realizzato in quella regione di monitoraggio di tutte le morti. Oltre alla Toscana meglio di noi hanno fatto solo Piemonte-Valle d'Aosta e Veneto.
Le opposizioni alle donazioni in Friuli Venezia Giulia sono salite a fine novembre '07 dal 14,3% del 2006 al 20,9 (in Italia la media è del 31,4% contro il 27,9% del 2006 mentre in Spagna è solo del 20%).Damele ha, quindi, lanciato un appello: "i pazienti in lista d'attesa in Italia al 31 agosto sono 9.708 (mentre i trapianti realizzati sono a fine settembre 3.078). Occorre, quindi, implementare ancora la schiera di chi volontariamente e consapevolmente dichiara in vita la propria volontà a donare organi e tessuti all'atto della propria morte e bene fa la Regione FVG a coinvolgere i medici di famiglia in tal senso".
Ma quali sono i fattori che alimentano ancora pregiudizi e distanze rispetto alla donazione? "Da un recente sondaggio del governo italiano il 21% della popolazione coinvolta nutre dubbi sulla definizione e l'accertamento della morte cerebrale - ha detto Damele, che è anche responsabile nazionale dela comunicazione per l'Aido - mentre il 9% evidenzia che il no dipende dalla diffusione attraverso i media di messaggi negativi sulla sanità"Damele ha, infine, ricordato che "iscrivendosi all'Aido si aderisce quale volontario a tale associazione e si sottoscrive un atto olografo che permette di contare su un sempre maggior numero di donatori, unica via possibile per garantire la realizzazione della terapia sociale dei trapianti" per poi sottolineare come "dichiarare la propria volontà da vivo evita di creare situazioni d'imbarazzo ai propri cari che in un momento di dolore come la perdita di un congiunto devono, magari, decidere per lui rispetto all'opportunità di donare organi e tessuti e salvare vite umane".
Allo stato attuale nelle Asl italiane sono depositate 86.020 dichiarazioni di cui l'86,88% positive e il 13,12% negative.

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