Friday, November 30, 2007

NUDE sul web per 25 euro


"Mostrarsi nude per 25 euro sul web è un atteggiamento che colpevolizza gli adulti. Siamo dinanzi a una forma di prostituzione. Il problema non è di costumi, ma di valori, ovvero dei valori che genitori ed educatori passano ai ragazzi sempre più in balia di modelli comportamentali diseducativi e fuorvianti derivanti da tv, internet e altri mezzi di comunicazione": è quanto dichiarato da Daniele Damele, docente di etica e comunicazione all'ateneo udinese e già vice-presidente del Comotato di garanzia Internet e minori del Ministero delle Comunicazioni il quale rende noti alcuni dati.
Un ragazzino su due tra i 12 e i 14 anni in Italia naviga in internet da solo. E' quanto emerge dall'ultima ricerca della Società di pediatria attuata su 1.251 ragazzi tra i 12 e i 14 anni. Nel 50,5% dei casi, infatti, il pc si trova nelle stanze dei bambini che possono collegarsi alla rete senza alcun controllo. Il più delle volte detti pc non hanno filtri salvafamiglie.
Cosa fanno i ragazzi on line? La stessa ricerca rileva che nel 74,7% dei casi scaricano musica e immagini, nel 70,5% cercano informazioni mentre il 41,7% pensa a chattare, il 36,8% a inviare mails e il 36,3% a navigare senza meta.
"Sono dati preoccupanti - ha detto Damele - che devono far ragionare genitori ed educatori sulla necessità di spostare i pc in zone comuni della casa attuando un cauto controllo sugli interessi dei ragazzi in rete stante le insidie ivi presenti".
Damele rileva, poi, che "la ricerca dei pediatri ha puntato a sapere anche cosa vorrebbero fare da grandi i nostri pre-adolescenti. Ebbene il dato più alto, pari al 12,5% dei maschi dice il calciatore mentre l'11,2% delle femmine ambisce a divenire un personaggio famoso". Per i ragazzi seguono poi professioni quali ingegnere , medico, prsonaggio famoso, avvocato, altro sportivo mentre le ragazze mettono in fila le seguenti professioni: estetista, parrucchiera, insegnante, medico, avvocato, veterianario, stilista.
Tornando al caso dei minori scoperti a "vendersi" sul web, Damele pone l'accento sul fatto che "deve far pensare molto il fatto che i 25 Euro richiesti non sono per questioni di sopravvivenza, ma per voluttosità quali la ricarica telefonica".

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