Tuesday, July 24, 2007

NUOVE tutele per i bambini al cinema


Sono positive le norme contenute nel ddl Rutelli a tutela dei minorenni nella visione dei film e per internet e i videogiochi. D'altronde che qualcosa non andasse nei meccanismi che regolano il funzionamento della Commissione di Censura Cinematografica Italiana era chiaro. Lo dicono i fatti; gli stessi film che in Germania o in Inghilterra sono vietati ai minori di 18 anni da noi sono permessi ai 14enni, come nel caso di ‘Turistas’. Per non dire del film ‘The number 23 che in Italia è uscito nelle sale senza limitazioni d’età mentre, per entrare in sala, in Inghilterra bisognava avere almeno 15 anni e negli Usa 17. Che i criteri adottati dalla Commissione di Censura Cinematografica fossero più permissivi di quelli degli altri Paesi europei lo si sospettava da tempo, esattamente da quando il film di Mel Gibson, ‘Apocalypto’, era stato mandato nelle sale italiane senza alcuna limitazione mentre Germania e Inghilterra lo vietavano ai minori di 18 anni”. L’Italia è maglia nera per la protezione dei minori da visioni inadatte. Forse, quando il ddl Rutelli sarà legge, i bimbi italiani non saranno più di 'serie B’ rispetto a quelli di altri Paesi.La proposta del vicepremier prevede il divieto ai minori di anni 10 per film troppo violenti o a rischio. Il tutto sulla base di un'autoregolamentazione. Il Ministero passerebbe a svolgere un ruolo da censore a vigilante a tutela dei bambini e dei ragazzi. Il mio augurio è che comunque permanga il divieto di 14 e 18 anni spalmando così su tre livelli (10, 14 e 18) i differenti divieti. Ma mi auguro anche si attui una forte vigilanza pubblica, ruolo che dovrà essere svolto anche dalla Commissione che il ddl prevede presso Palazzo Chigi per un corretto utilizzo di internet da parte delle famiglie. Buono, in proposito, è lo spot della Presidenza del Consiglio dei Ministri attualmente in onda sulle radio. Da ultimo segnalo positivamente che la proposta Rutelli prevede, finalmente, il sistema di classificazione della Cee per i videogiochi. Per la serie ... meglio tardi che mai!
Daniele Damele

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