Monday, July 09, 2007

INDIFFERENZA: divampa tra i giovani e va contrastata


E’ l’indifferenza il dato più preoccupante rilevato da un sondaggio i cui risultati finali sono ancora in corso di elaborazione, realizzato su 400 studenti tra i 14 e i 16 anni delle prime due classi dell’ Istituto Malignani di Udine. Rispetto alla fotografia emersa su quali relazioni ci siano a scuola, le dinamiche registrate vedono, infatti, una netta preponderanza dell’indifferenza seguita da prepotenza, bullismo e, limitatamente, anche violenza. E se il concetto di bullismo deriva indubbiamente dai messaggi presentati dai media, ovvero dai casi scandalo, è interessante capire come una delle cause principali del fenomeno indicata dai ragazzi del Malignani sia riconducibile alla necessità di mettersi in mostra. Il che la dice lunga sugli effetti non positivi di tv, internet e altri media.
Ma i primi dati che emergono parlano anche di tante positività come il valore dell’amicizia condiviso a scuola con i compagni, le scarse difficoltà di relazione con gli studenti e quelle, limitate solo a qualche docente, con gli insegnanti. Una generale assenza di difficoltà relazionali viene evidenziata con le figure genitoriali, forse perché queste ultime sono viste sempre di più come amici, all’opposto dei genitori autoritari di una volta. Troppe concessioni, però, potrebbero comportare la riduzione di un discorso meritocratico al semplice chiedi e ti sarà dato. Critiche di lassismo giungono dagli studenti del Malignani ai genitori dei bulli, con la lamentela sulla loro mancata educazione.
Nelle prossime settimane, come accennato, sarà terminata l’elaborazione di tutti i dati, ma sin d’ora s’ intende confrontarsi su alcune specifiche proposte di lavoro operativo al fine principale di contrastare quello che è emerso in forma preponderante e che certamente è un male non solo adolescenziale: l’indifferenza. S’intende, pertanto, proporre una serie di attività pratiche ritenendo che l’indifferenza coincida con la non voglia di conoscere l’altro perchè reputato non utile alla propria integrazione sociale o al raggiungimento dei propri obiettivi (un docente difficilmente risulta indifferente, semmai si entra in conflitto).
Per cambiare questa visione si potrebbe puntare a una inversione di ruoli in cui il capo non sia più il capo e il gregario non rimanga tale. Si propone anche di mischiare gli elementi della classe con elementi di classi diverse, reputandolo fondamentale per avere gli effetti desiderati. Risulta fondamentale spezzare la consuetudine e gli equilibri già creati facendo incontrare persone che non si conoscono e aprendo ai ragazzi un ventaglio di possibilità e conoscenze. Gli studenti delle distinte classi potrebbero così collaborare fianco a fianco nella realizzazione di finalità comuni, incentivati da un possibile premio e dall’essere legati a un obiettivo che dia lustro al gruppo creato. Ciò comporterebbe in aggiunta la nascita di nuove amicizie.
Lo sport, infine, può essere utilizzato come mezzo per trasmettere messaggi positivi e come collante e attrattiva per i giovani che stimoli alla solidarietà e alla collaborazione per un fine comune.

Coordinamento Euretica
Alessandro Grassi
Antonio Maria Bardelli
Fulvio Cuizza
Daniele Damele
Paolo Molinaro
Renzo Travanut
(collaborazione di Annalisa Anastasi)








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