Friday, July 06, 2007

BULLISMO: contrastiamolo con i valori


Quattro, forse cinque quattordicenni, tutte ragazzine e studentesse al Campus scolastico, avevano formato una gang che aggrediva alcune coetanee per poi vantarsene via sms o via email. La scoperta è stata fatta dalla polizia di Pesaro, che le ha denunciate alla Procura dei minori: sono state tutte accusate di lesioni, violenza privata, ingiurie e diffamazione. Gli inquirenti sono arrivati a scoprire la baby gang dopo la denuncia di una quattordicenne, che ha riferito di essere stata aggredita all'uscita di scuola, insultata e presa a schiaffi da una sua coetanea, che le ha spento anche una sigaretta sul braccio. Un episodio dell'aprile scorso, ma non isolato secondo la questura di Pesaro, che ha ricostruito diversi episodi di bullismo. Le ragazzine sono tutte di buona famiglia e si sono mostrate assolutamente tranquille di fronte ai fatti contestati dai poliziotti e i genitori erano completamente all'oscuro delle vicende che le hanno viste coinvolte.
Un altro video girato con il telefonino mostra uno studente che in classe, tra le risate e le esortazioni dei compagni ("finiscilo, finiscilo!") colpisce con un bastone la figura del Cristo tolta dalla croce. Un gesto che va oltre il bullismo. Il Cristo sofferente prima che religioso è un simbolo umano. L'episodio si è verificato stavolta a Rovigo: gli autori del filmato, finito ovviamente in rete, sono tre studenti dell'ultima classe di una scuola superiore, che sono stati denunciati.
Così internet ci "regala" video dell'anno scolastico appena concluso, come quello del finto stupro di un compagno, l'intervista porno a una prof da parte degli alunni con risposte piccanti della docente senza problema alcuno, i pantaloni abbassati al fondoschiena, l'alunno che colpisce un docente con una bottiglia mentre in un altro video la prof è colpita con un astuccio.
Delusione, amarezza, preoccupazione domande del tipo. "ma dove finiremo?" affollano le nostre menti. Diciamo subito che questi casi, ancora isolati, ma non più di tanto ormai, sono inammissibili e non vanno assecondati. Ma la domanda di fondo è: dove sono finiti i valori? Perché i giovani non osservano più le regole? Perché si annoiano, sono indifferenti, non hanno iniziative, scopi, obiettivi?
E' vero, un tempo ci divertivamo con molto meno, eravamo sempre attivi e in cerca di semplici, ma straordinarie cose. Le marachelle le abbiamo fatte tutti certo, ma portavamo sempre rispetto agli altri e per la vita e per l'essere umano.
Vedere o sentire fenomeni di bullismo fa accapponare la pelle. Alle domande che ci poniamo è certamente difficile dare risposta. Non avere rispetto per la vita è un problema che pesa sull'animo di tutti.
Ricette è difficile darle, ma certamente ripensare a certe proposte non dovrebbe lasciarci indifferenti: valori, passioni genuine, volontariato, impegno sociale e spazi da protagonista per i giovani forse potrebbero aiutare. Spetta a noi adulti offrirli con costanza e ripetitività, dialogando e sacrificandoci, rivedendo i ruoli di genitori, educatori, docenti e anche operatori della comunicazione favorendo spazi di approfondimento piuttosto che l'ostinata ricerca dell'audience e del profitto a ogni costo. Occorre proporre modelli educativi alternativi per costruire un futuro diverso che porti a un operoso benessere e all'amore per l'altro.
Daniele Damele

No comments: