Tuesday, July 31, 2007

ANORESSIA: è sempre emergenza


Non bastavano i siti internet "pro-ana", ora si aprono le passerelle di ‘Alta Roma’, la kermesse di moda della Capitale con modelle dal fisico anoressico, le taglie 36. Il via al dibattito è stato dato dalla stilista Raffaella Curiel che in un’intervista ha raccontato di aver difficoltà a trovare taglie 40 – 42 e di dover ogni giorno confrontarsi con modelle magrissime che svengono durante le prove. "Dichiarazioni che ancora una volta fanno luce su un problema reale": ha detto Daniele Damele, da tempo in prima linea contro i modelli comportamentali devianti per i giovani durante un incontro con giovani volontari del Friuli Venezia Giulia. Damele ha anche aggiunto che "le istituzioni devono fare la propria parte ma anche gli stilisti devono assumersi delle responsabilità visto che nella moda sono loro a dettar legge. Hanno un potere enorme; se cominciassero a pretendere dalle agenzie delle taglie 40, rifiutando le 36 – 38, queste si adeguerebbero in breve tempo. E’ chiaro, però, che servirebbe un atteggiamento unanime da parte degli stilisti. Invece sono ancora pochissimi quelli che, come la Curiel, sollevano e ammettono l’esistenza del problema”. Damele si è detto anche d’accordo con la proposta avanzata da alcuni esperi del Regno Unito di vietare le passerelle alle under 16 e ha evidenziato la “necessità di andare oltre i ‘manifesti’ e i codici di autoregolamentazione, che si dimostrano palesemente inefficaci, per approdare invece a regole e atti normativi chiari e decisi”.

Monday, July 30, 2007

DROGHE: stop al permissivimo


Una dose di cocaina si può trovare al costo di un ingresso al cinema, lo ‘spinello’ costa anche di meno, trovarli per i ragazzi non è difficile: il luogo privilegiato per la coca è la discoteca ma per avere la cannabis qualche volta basta rivolgersi agli amici di scuola. Insomma l’accesso alla droga è un gioco da ragazzini e lo dimostra il costante aumento dei consumatori di droghe, in particolare cannabis e cocaina, tra gli italiani. Un incremento, preoccupante, dimostrato dai dati presentanti nel rapporto al Parlamento sullo stato delle tossicodipendenze in Italia. “La crescita del consumo, anche tra i ragazzini di soli 15 anni, è un dato molto inquietante che deve spingerci decisamente sulla strada della ‘tolleranza zero’. E’ evidente che oggi l’Italia paga lo scotto di anni di permissivismo, del credo, tutto ideologico, del ‘vietato vietare’ ”: ha commentato Daniele Damele, docente di etica e comunicazione all'Università di Udine il quale, parlando a un gruppo di giovani volontari del Friuli Venezia Giulia, ha anche aggiunto che "mentre contro il fumo si fanno leggi restrittive e campagne di prevenzione, e tutti conoscono la pericolosità del fumo, per le droghe l’atteggiamento è radicalmente diverso. E’ paradossale, ma in Italia si fa più attenzione al tabagismo che alle droghe, con il risultato che i nostri ragazzi non hanno la concreta percezione di quanto gli stupefacenti, tutti, facciano male. In molti, troppi, credono che ci sia un ‘uso’ ammissibile della droga e casi di ‘abuso’; questa mentalità va sradicata perché l’assunzione di droghe è di per sé già abuso, in quanto comunque dannosa”.

Sunday, July 29, 2007

Blog d'autore

Dal sito del Messaggero Veneto, vi segnalo il blog di Tommaso Cerno.

Tuesday, July 24, 2007

NUOVE tutele per i bambini al cinema


Sono positive le norme contenute nel ddl Rutelli a tutela dei minorenni nella visione dei film e per internet e i videogiochi. D'altronde che qualcosa non andasse nei meccanismi che regolano il funzionamento della Commissione di Censura Cinematografica Italiana era chiaro. Lo dicono i fatti; gli stessi film che in Germania o in Inghilterra sono vietati ai minori di 18 anni da noi sono permessi ai 14enni, come nel caso di ‘Turistas’. Per non dire del film ‘The number 23 che in Italia è uscito nelle sale senza limitazioni d’età mentre, per entrare in sala, in Inghilterra bisognava avere almeno 15 anni e negli Usa 17. Che i criteri adottati dalla Commissione di Censura Cinematografica fossero più permissivi di quelli degli altri Paesi europei lo si sospettava da tempo, esattamente da quando il film di Mel Gibson, ‘Apocalypto’, era stato mandato nelle sale italiane senza alcuna limitazione mentre Germania e Inghilterra lo vietavano ai minori di 18 anni”. L’Italia è maglia nera per la protezione dei minori da visioni inadatte. Forse, quando il ddl Rutelli sarà legge, i bimbi italiani non saranno più di 'serie B’ rispetto a quelli di altri Paesi.La proposta del vicepremier prevede il divieto ai minori di anni 10 per film troppo violenti o a rischio. Il tutto sulla base di un'autoregolamentazione. Il Ministero passerebbe a svolgere un ruolo da censore a vigilante a tutela dei bambini e dei ragazzi. Il mio augurio è che comunque permanga il divieto di 14 e 18 anni spalmando così su tre livelli (10, 14 e 18) i differenti divieti. Ma mi auguro anche si attui una forte vigilanza pubblica, ruolo che dovrà essere svolto anche dalla Commissione che il ddl prevede presso Palazzo Chigi per un corretto utilizzo di internet da parte delle famiglie. Buono, in proposito, è lo spot della Presidenza del Consiglio dei Ministri attualmente in onda sulle radio. Da ultimo segnalo positivamente che la proposta Rutelli prevede, finalmente, il sistema di classificazione della Cee per i videogiochi. Per la serie ... meglio tardi che mai!
Daniele Damele

DEPLIANT sulla donazione d'organi in friulano


Lo scorso 18 luglio l'Aido provinciale di Udine ha presentato un depliant in friulano sulla donazione degli organi. Due giorni dopo l'altra associazione, l'Ado, presente solo in Friuli Venezia Giulia, ha criticato il fatto che "l'Aido non è la prima a fare ciò in quanto due anni fa l'Ado aveva già attuato tale iniziativa".

Oggi il consigliere provinciale Arnaldo Scarabelli rilancia la polemica, forte del fatto d'essere stato in passato segretario dell'Ado a Remanzacco.

Dispiace molto e veramente dover replicare al consigliere provinciale Scarabelli e all'Ado. L'Aido non ha mai detto d'essere stata la prima a promuovere un depliant in friulano. Polemizzare in tal modo ci appare fuori luogo e non in linea con le ragioni del volontariato che dovrebbe essere aperto a tutti senza discriminazioni nemmeno sul numero degli associati.
La posizione dell'Ado la dice, inoltre, purtroppo, lunga sull'approccio al volontariato che, secondo noi, non dev'essere mai di tipo competitivo, bensì apportativo. Va bene tutto, ma per favore non si mettano in bocca parole mai proferite: nessun esponente dell'Aido ha mai detto che siamo stati i primi a usare la marilenghe. Per il resto "bon lavor" a tutti anche se resta l'amaro in bocca per quanto proferitoci "contro" da un amministratore e da una realtà associativa esistente solamente in Friuli Venezia Giulia come se solo alcuni avessero il diritto di svolgere iniziative di solidarietà.

Il Consiglio provinciale dell'Aido di Udine

Friday, July 20, 2007

LA RISPOSTA di Mimun


Caro Dr. Damele,
se c’e’ una cosa che nella vita non faro’ mai e’ ferire la sensibilita’ dei piu’ deboli, a cominciare dai bambini.
Ho trasmesso quel filmato,nel quale a mio avviso i piccoli non sono riconoscibili,esclusivamente perche’ mi sembrava molto interessante far capire le modalita’ di un incidente probatorio cosi’ delicato.Scelta opinabile,per carita’,lungi da me non ascoltare e riflettere sulle critiche e le osservazioni,ma effettuata assolutamente in buona fede.Le faccio notare,peraltro,che il tour televisivo effettuato dai genitori dei bambini non ha certamente favorito la riservatezza sulla loro identita’. Cosi’ come potremmo analizzare i comportamenti degli avvocati delle due parti.In ogni caso a ciascuno le proprie responsabilita’.La ringrazio per le osservazioni e per i suggerimenti di cui,lo garantisco, faro’ tesoro.
Clemente Mimun

LETTERA aperta a Clemente Mimun (Tg5)


Egregio Direttore Mimun,
perché ha mandato in onda al Tg5 quanto avvenuto in sede di perizia psicologica su alcuni bambini della scuola materna Olga Rovere di Rignano Flaminio? Dov'è la notizia in quelle immagini? Ovvero si poteva anche parlare di determinati contenuti emersi, nel rispetto delle leggi, ma perchè mai trasmettere immagini che giocoforza rendono facile l'individuazione di bambini che vivono in un contesto sociale assolutamente ristretto?
Non crede che quelle immagini dei bambini siano state inopportune? Non poteva evitare? O forse, direttore, ha pensato di ricercare lo scoop a tutti i costi?
Vede, così facendo, ne sono certo, si ledono i diritti dell'infanzia tutta, ma innanzi tutto di quei bambini che sono già vittime di fatti ben più grandi di loro sia se dovessero essere confermati gli atti orribili di pedofilia nei loro confronti, sia se, viceversa, fossero stati indotti a dire cose non vere.
C'è ancora tanto bisogno di tutela dei bambini rispetto ai media, tutti. Direttore Mimun, lei è un ottimo professionista: si schieri dalla parte di bambini e ragazzi e li valorizzi al Tg5 favorendo inchieste su quanto molti minori soffrono, in Italia e nel mondo, a partire da situazioni derivanti dalle loro famiglie.

Daniele Damele
Docente di Etica e comunicazione
Università di Udine e Gorizia

Thursday, July 19, 2007

FVG: sesti in Italia per donazione di organi nei primi cinque mesi del 2007


"Il Friuli Venezia Giulia è la sesta regione in Italia per numero di donatori di organi utilizzati nel 2007 sino alla data del 31 maggio. Siamo passati dal 32,1 per milione d'abitanti del 2006 all'attuale 22,5 (la media nazionale è del 19,0)": lo rende noto il presidente provinciale di Udine dell'Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (Aido), Daniele Damele, commentando i primi dati sull'attività di donazione e trapianto del 2007.
Sempre a fine maggio '07 le opposizioni alle donazioni in Friuli Venezia Giulia sono salite dal 14,3% del 2006 al 17,6 (in Italia la media è del 31,1%) .
Damele ha, quindi, lanciato un appello: "i pazienti in lista d'attesa in Italia al 31 marzo sono oltre 9.660 (di cui oltre 6.640 per il solo rene). Occorre, quindi, implementare ancora la schiera di chi volontariamente e consapevolmente dichiara in vita la propria volontà a donare organi e tessuti all'atto della propria morte".
In tal senso Damele ha ricordato che "iscrivendosi all'Aido si aderisce quale volontario a tale associazione e si sottoscrive un atto olografo che permette di contare su un sempre maggior numero di donatori, unica via possibile per garantire la realizzazione della terapia sociale dei trapianti" per poi sottolineare come "dichiarare la propria volontà da vivo evita di creare situazioni d'imbarazzo ai cari che in un momento di dolore come la perdita di un congiunto devono, magari, decidere per lui rispetto all'opportunità di donare organi e tessuti e salvare vite umane".

Sunday, July 15, 2007

BASSE tutele al cinema per i bimbi italiani


Qualcosa non va nei meccanismi che regolano il funzionamento della Commissione di Censura Cinematografica Italiana. Lo dicono i fatti; gli stessi film che in Germania o in Inghilterra sono vietati ai minori di 18 anni da noi sono permessi ai 14enni, come nel caso di ‘Turistas’. Per non dire del film ‘The number 23 che in Italia è uscito nelle sale senza limitazioni d’età mentre, per entrare in sala, in Inghilterra bisognava avere almeno 15 anni e negli Usa 17. Che i criteri adottati dalla Commissione di Censura Cinematografica fossero più permissivi di quelli degli altri Paesi europei lo sospettavamo da tempo, esattamente da quando il film di Mel Gibson, ‘Apocalypto’, era stato mandato nelle sale italiane senza alcuna limitazione mentre Germania e Inghilterra lo vietavano ai minori di 18 anni”. L’Italia è maglia nera per la protezione dei minori da visioni inadatte. Ci domandiamo per quale motivo i bimbi italiani devono essere ‘di serie B’ rispetto agli altri?L’estate, intanto, complici le vacanze, è certamente il periodo più adatto per rilassarsi in compagnia di qualche buon libro: vale per gli adulti e vale anche per i bimbi, liberi dalla scuola. Ecco dunque qualche libro che vorrei consigliare per il periodo estivo. Per chi ha bimbi molto piccoli e desidera condividere con loro dei momenti di lettura è arrivato in libreria “Insetti, piccole geniali creature”, di Emanuela Grasso (edito da Proedi). Dalla fortunata serie Happy Kids – Guide per mamme e papà nasce Happy Kids Educational, una collana pensata e realizzata per i più piccoli, dai 4 ai 7 anni. Libri illustrati in forma di album, con 48 pagine ricche di schede didattiche e tavole da colorare, per comunicare ai bambini segreti e meraviglie della Natura e dare suggerimenti per muoversi meglio nell’Ambiente in cui vivono. Per i bambini invece un momento allegro di lettura può essere colto grazie a ‘Gisella Pipistrella’ di Jeanne Willis con illustrazioni di Tony Ross. La pipistrella Gisella è tutta matta. O almeno così pensano i piccoli animali della foresta. Perché dice cose strampalate: che l’ombrello ripara i piedi, che l’albero ha le foglie in basso. Ma Gisella non è matta –- spiega il Gufo Saggio – guarda solo le cose da un punto di vista diverso: a gambe all’aria! Gisella pipistrella è un divertente albo illustrato che insegna ai bambini a non fidarsi troppo delle apparenze, e invita a capire gli altri immedesimandosi nel loro punto di vista. Perché la realtà cambia a seconda di come la si guarda, e non per tutti il cielo sta sopra la testa.

Daniele Damele

Saturday, July 14, 2007

PILLOLE per ragazzi: no grazie!



C'è un rischio che corrono i nostri ragazzi: lasciarsi andare per le strade più facili a scuola, nel lavoro, nel gioco, in casa. Non vigono programmi di collaborazione e di responsabilità: spesso vige una sorta d'istinto, di anarchia. Al tempo libero da gestirsi autonomamente nel rispetto d regole condivise si preferisce delegare ad altri la gestione delle proprie attività cosi i nostri ragazzi hanno modo di esprimere la ribellione nei confronti di chi dovrebbe dare delle indicazioni di pensiero e di vita.
Meglio, molto meglio, cioè, divertirsi contestando ordini o orientamenti.
Oggi si parla molto di bulli che è qualifica nemmeno troppo elegante per dire sfaccendati, che si lasciano portare dalle mode e dal conformismo: dandosi arie di persone che hanno raggiunto una libertà suprema e non si accorgono di essere in fila come oche a seguire chi sta davanti. E se qualcuno punta i piedi per compiere il suo dovere, si aspetti gli sberleffi dei mascalzoni, poiché la disciplina è prigione, mentre è il punto di partenza del gioco e della creatività.
La colpa di un certo marasma uggioso e sbadigliante con cui crescono i ragazzi è causato dalla famiglia che ha rinunciato a comandare e a esigere. L’ obbedienza non è più una virtù. Semmai l’obbedienza diventa il pedaggio che i genitori debbono pagare. Sono i ragazzi che comandano.
Dopo la famiglia, il capro espiatorio delle indisciplinatezze dei ragazzi lo si identifica nella mancanza di farmaci capaci di placare le ribellioni. In Italia un adolescente su 100 è sotto farmaci antidepressivi: almeno 30.000 i casi accertati. Scrive il Time: “i bambini inglesi sono malati, i casi di depressione sono in continua crescita”.
Tra il '91 e il 2001 il numero di minorenni a cui sono stati prescritti antidepressivi è cresciuto del 70%. Il Prozac è diventato non soltanto un vezzo, ma quasi un esigenza. Dopo di che, si spiega come il numero dei suicidi in Europa tra gli adolescenti sia quadruplicato: il male di vivere è diventato la malattia più insidiosa anche per i bambini. Niente sforzi a cui sottoporsi. E se uno scolaro non si applica per rendere nello studio quanto potrebbe, il rimedio non è il dialogo e lo scudiscio, ma lo sciroppo ricostituente, la batteria delle pillole, la visita periodica dal medico di famiglia quand’anche dallo specialista in psichiatria.
Sembra si preferisca avere in casa degli imbecilli che dei ragazzi che sappiano soffrire per raggiungere delle mete.. Una pasticca verde per il mal di testa, un'altra bianca per digerire facilmente, una violetta per darsi un tono, una rosa per il mal di fegato e poi la batteria dei medicinali per poter dormire senza fatica: senza nemmeno la fatica di posare il capo sul cuscino e liberare la mente da fanfaluche. Cosi aumenta il numero dei bambini infelici che avvertono proiettate su di loro le ambizioni frustate dei genitori. Troppo facile dare la colpa all’ ambiente. Giunge puntuale la crisi di identità e l’ azzeramento degli ideali.
Genitori e medici sono abbastanza generosi nel mettere sul piatto, davanti al pranzo o alla cena, prodotti medici che azzerano o quasi le genialità e le pillole spesso affievoliscono i sintomi del male, ma non ne individuano e curano le cause. I prodotti farmaceutici che spesso obnubilitano l’ intelligenza sono somministrati anche perché un certo servizio sanitario si rifiuta di impegnarsi su altre strade assai più faticose ed efficaci: studio compreso, e poi dialogo, attenzione, affetto, amore per favorire idee e comportamenti tesi alla passione e ai valori ideali. Ma se mancano le mete a cui la vita deve tendere, dove ci si deve dirigere e perché camminare? Meglio lasciarsi guidare da ricette non sempre azzeccate. E la morale si aggiusti. Urge d'educare tempo all'educazione dei nostri figli comprendendo in ciò anche scuola e media i quali ultimi dovrebbero garantire quantomeno l'offerta di modelli comportamentali alternativi a quelli in vigore attualmente figli di edonismo e consumismo.

Daniele Damele

Friday, July 13, 2007

TI ASPETTO mercoledì 18 luglio alla Provincia di Udine alle ore 11,30


Mercoledì 18.7 h 11.30 si terrà alla Provincia di Udine la conferenza stampa di presentazione del depliant informativo in lingua friulana sulla donazione di organi tessuti e cellule.
Nell'occasione il neo-presidente dell'Assindustria provinciale di Udine, Adriano Luci, aderirà all'AIDO. E’ un’iniziativa AIDO-Provincia di Udine.
Intervenite!

BOSSI: "mio figlio non andrà all'Isola dei famosi"



Umberto Bossi ha negato al figlio la partecipazione al reality "L'isola dei famosi" sostenendo semmai di volergli "tirare un calcio nel sedere".

Bravo Senatùr! Così si fa. Papà di tutta Italia prendete esempio, stavolta, da un politico.

Monday, July 09, 2007

INDIFFERENZA: divampa tra i giovani e va contrastata


E’ l’indifferenza il dato più preoccupante rilevato da un sondaggio i cui risultati finali sono ancora in corso di elaborazione, realizzato su 400 studenti tra i 14 e i 16 anni delle prime due classi dell’ Istituto Malignani di Udine. Rispetto alla fotografia emersa su quali relazioni ci siano a scuola, le dinamiche registrate vedono, infatti, una netta preponderanza dell’indifferenza seguita da prepotenza, bullismo e, limitatamente, anche violenza. E se il concetto di bullismo deriva indubbiamente dai messaggi presentati dai media, ovvero dai casi scandalo, è interessante capire come una delle cause principali del fenomeno indicata dai ragazzi del Malignani sia riconducibile alla necessità di mettersi in mostra. Il che la dice lunga sugli effetti non positivi di tv, internet e altri media.
Ma i primi dati che emergono parlano anche di tante positività come il valore dell’amicizia condiviso a scuola con i compagni, le scarse difficoltà di relazione con gli studenti e quelle, limitate solo a qualche docente, con gli insegnanti. Una generale assenza di difficoltà relazionali viene evidenziata con le figure genitoriali, forse perché queste ultime sono viste sempre di più come amici, all’opposto dei genitori autoritari di una volta. Troppe concessioni, però, potrebbero comportare la riduzione di un discorso meritocratico al semplice chiedi e ti sarà dato. Critiche di lassismo giungono dagli studenti del Malignani ai genitori dei bulli, con la lamentela sulla loro mancata educazione.
Nelle prossime settimane, come accennato, sarà terminata l’elaborazione di tutti i dati, ma sin d’ora s’ intende confrontarsi su alcune specifiche proposte di lavoro operativo al fine principale di contrastare quello che è emerso in forma preponderante e che certamente è un male non solo adolescenziale: l’indifferenza. S’intende, pertanto, proporre una serie di attività pratiche ritenendo che l’indifferenza coincida con la non voglia di conoscere l’altro perchè reputato non utile alla propria integrazione sociale o al raggiungimento dei propri obiettivi (un docente difficilmente risulta indifferente, semmai si entra in conflitto).
Per cambiare questa visione si potrebbe puntare a una inversione di ruoli in cui il capo non sia più il capo e il gregario non rimanga tale. Si propone anche di mischiare gli elementi della classe con elementi di classi diverse, reputandolo fondamentale per avere gli effetti desiderati. Risulta fondamentale spezzare la consuetudine e gli equilibri già creati facendo incontrare persone che non si conoscono e aprendo ai ragazzi un ventaglio di possibilità e conoscenze. Gli studenti delle distinte classi potrebbero così collaborare fianco a fianco nella realizzazione di finalità comuni, incentivati da un possibile premio e dall’essere legati a un obiettivo che dia lustro al gruppo creato. Ciò comporterebbe in aggiunta la nascita di nuove amicizie.
Lo sport, infine, può essere utilizzato come mezzo per trasmettere messaggi positivi e come collante e attrattiva per i giovani che stimoli alla solidarietà e alla collaborazione per un fine comune.

Coordinamento Euretica
Alessandro Grassi
Antonio Maria Bardelli
Fulvio Cuizza
Daniele Damele
Paolo Molinaro
Renzo Travanut
(collaborazione di Annalisa Anastasi)








Sunday, July 08, 2007

AIDO: i dati del Friuli Venezia Giulia al consiglio provinciale di Udine


Sono 11.553 gli iscritti all’AIDO, associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule, in Friuli Venezia Giulia. Anche loro hanno contribuito all’attività di donazione e trapianto nel 2006 riuscendo a favorire un incremento del 2% rispetto al 2005. Sono dati resi noti nel corso del consiglio provinciale udinese dell’Aido svoltosi a Latisana sotto la presidenza di Daniele Damele, presente anche la presidente regionale Daniela Mucignat.
“Nel 2007 – ha detto Damele – la tendenza nazionale mostra, purtroppo, un’inversione che nei primi cinque mesi del 2007 ha determinato una riduzione di circa il 10% nelle donazioni e nel numero dei trapianti con una riduzione nei trapianti di cuore sino al 20% dovuta alla maggiore età media dei donatori, ormai largamente superiore ai 50 anni”.
Tra le regioni con le maggiori diminuzioni di attività nel 2007 vi è anche il Friuli Venezia Giulia (le altre sono Liguria, Marche, Lazio e Sicilia) così come nei primi tre mesi del corrente anno la percentuale di opposizioni in Italia è cresciuta dal 27,9% al 32,6%.
I dati positivi riguardano, invece, l’aumento dei trapianti di polmone, la crescita del programma di trapianto nei soggetti HIV positivi, le conferme dei primati nella donazione e nel trapianto di tessuti e in quello di cellule staminali emopoietiche.
Sempre nel corso del consiglio provinciale udinese è stato comunicato il numero verde dell’AIDO nazionale: 800/736745, attivo dal lunedì al sabato dalle ore 9.30 alle 18.30 ed è stato ricordato che il sito http://www.aido.it/ è giunto al sesto anno di vita con una media di 300 navigatori al giorno, tra cui anche internauti di Austria e Slovenia.
Le giornate dell’autofinanziamento AIDO si svolgeranno il 20 e il 21 ottobre: “punteremo a favorire – ha detto Damele – una cultura della condivisione su un problema sociale importante che riguarda la salute di molti cittadini”.
A settembre un gruppo di associati AIDO andrà nelle scuole provinciali anche per diffondere stili di vita corretti all’insegna della prevenzione “in quanto – ha sottolineato Damele – anche con un minor numero di persone che finisce in lista d’attesa si contribuisce a favorire la terapia sociale del trapianto”.
Nel dibattito sono intervenuti anche Nevio Altan, Giovanni Rossetti, Mario Ambrosio, Gino Driol, Francesca Perosa e Joseffino Zanelli.

Friday, July 06, 2007

BULLISMO: contrastiamolo con i valori


Quattro, forse cinque quattordicenni, tutte ragazzine e studentesse al Campus scolastico, avevano formato una gang che aggrediva alcune coetanee per poi vantarsene via sms o via email. La scoperta è stata fatta dalla polizia di Pesaro, che le ha denunciate alla Procura dei minori: sono state tutte accusate di lesioni, violenza privata, ingiurie e diffamazione. Gli inquirenti sono arrivati a scoprire la baby gang dopo la denuncia di una quattordicenne, che ha riferito di essere stata aggredita all'uscita di scuola, insultata e presa a schiaffi da una sua coetanea, che le ha spento anche una sigaretta sul braccio. Un episodio dell'aprile scorso, ma non isolato secondo la questura di Pesaro, che ha ricostruito diversi episodi di bullismo. Le ragazzine sono tutte di buona famiglia e si sono mostrate assolutamente tranquille di fronte ai fatti contestati dai poliziotti e i genitori erano completamente all'oscuro delle vicende che le hanno viste coinvolte.
Un altro video girato con il telefonino mostra uno studente che in classe, tra le risate e le esortazioni dei compagni ("finiscilo, finiscilo!") colpisce con un bastone la figura del Cristo tolta dalla croce. Un gesto che va oltre il bullismo. Il Cristo sofferente prima che religioso è un simbolo umano. L'episodio si è verificato stavolta a Rovigo: gli autori del filmato, finito ovviamente in rete, sono tre studenti dell'ultima classe di una scuola superiore, che sono stati denunciati.
Così internet ci "regala" video dell'anno scolastico appena concluso, come quello del finto stupro di un compagno, l'intervista porno a una prof da parte degli alunni con risposte piccanti della docente senza problema alcuno, i pantaloni abbassati al fondoschiena, l'alunno che colpisce un docente con una bottiglia mentre in un altro video la prof è colpita con un astuccio.
Delusione, amarezza, preoccupazione domande del tipo. "ma dove finiremo?" affollano le nostre menti. Diciamo subito che questi casi, ancora isolati, ma non più di tanto ormai, sono inammissibili e non vanno assecondati. Ma la domanda di fondo è: dove sono finiti i valori? Perché i giovani non osservano più le regole? Perché si annoiano, sono indifferenti, non hanno iniziative, scopi, obiettivi?
E' vero, un tempo ci divertivamo con molto meno, eravamo sempre attivi e in cerca di semplici, ma straordinarie cose. Le marachelle le abbiamo fatte tutti certo, ma portavamo sempre rispetto agli altri e per la vita e per l'essere umano.
Vedere o sentire fenomeni di bullismo fa accapponare la pelle. Alle domande che ci poniamo è certamente difficile dare risposta. Non avere rispetto per la vita è un problema che pesa sull'animo di tutti.
Ricette è difficile darle, ma certamente ripensare a certe proposte non dovrebbe lasciarci indifferenti: valori, passioni genuine, volontariato, impegno sociale e spazi da protagonista per i giovani forse potrebbero aiutare. Spetta a noi adulti offrirli con costanza e ripetitività, dialogando e sacrificandoci, rivedendo i ruoli di genitori, educatori, docenti e anche operatori della comunicazione favorendo spazi di approfondimento piuttosto che l'ostinata ricerca dell'audience e del profitto a ogni costo. Occorre proporre modelli educativi alternativi per costruire un futuro diverso che porti a un operoso benessere e all'amore per l'altro.
Daniele Damele

Tuesday, July 03, 2007

SPOT radiofonico per la tutela dei ragazzi


Uno spot radiofonico estivo per la tutela dei bambini e dei ragazzi. E' l'idea di Radiopuntozero realizzata da Daniele Damele che mette in guardia rispetto a un uso non consapevole di tv, internet, videogiochi e telefonia invitando i ragazzi a rivolgersi agli adulti in caso di visione di immagini che li possano turbare. I giovani sono anche spronati da Damele, da sempre in prima linea a favore della tutela e della valorizzazione dei minori, anche a leggere libri, giornali, periodici e ascoltare la radio, ... almeno lo spot dedicato loro!

Monday, July 02, 2007

TELEFRIULI: Conosciamoci ha ottenuto un ampio successo


Il terzo ciclo della rubrica televisiva, in onda su Telefriuli, sulle storie di vita di casa nostra, “Conosciamoci”, trasmissione ideata e condotta in diretta da Daniele Damele, in collaborazione con il Centro commeciale Città Fiera di Martignacco, ha ottenuto un ampio successo. La trasmissione tv ha visto la presenza in studio di vari ospiti del mondo sociale, economico e culturale del Friuli Venezia Giulia, ma ora si attendono le proposte per il nuovo ciclo che assumerà nuove vesti anche sulla base di quanto i telespettatori richiederanno scrivendo a questo blog.
Giunto alla conclusione del terzo ciclo di Conosciamoci (il primo era iniziato a febbraio 2005 per concludersi a luglio, il secondo prese avvio a settembre 2005 accompagnando i telespettatori friulani per dieci mesi al pari del terzo ciclo partito a settembre 2006 e conclusosi a fine giugno), Damele ha sostenuto che "gli ospiti avuti in questi mesi sono risultati un esempio di vita, un modello per chiunque, ma in particolare per i più giovani". Giunti così al termine del terzo ciclo di "Conosciamoci", il bilancio che è possibile trarre è senz'altro positivo. La trasmissione ha spesso dovuto scontrarsi il mercoledì sera con partite di calcio in onda su altri canali, ma nonostante ciò i dati d'ascolto sono risultati costantemente positivi a conferma del desiderio dei friulani di poter avere proposte alternative di riflessione. E così è stato grazie a tanti ospiti che si sono messi in gioco raccontando le loro storie di vita.
"E' stato assolutamente importante - ha sottolineato il conduttore di Conosciamoci, Damele, - fermarsi almeno un momento a pensare dando spazio alla riflessione e riservando ai giovani e al mondo del sociale attenzione, ascolto, affetto e amore. In questo senso l'emittente diretta da Alberto Terasso garantisce ai giovani, attraverso Conosciamoci, ma anche altre apprezzate e seguite rubriche, di potersi esprimere e dire la loro, come pure di mettersi alla prova com' è stato per Martina Seleni che ha curato la preparazione delle trasmissioni".
Telefriuli propone con Conosciamoci persone che raccontano le loro storie di vita, le loro esperienze, i propri punti di vista: "cercheremo ancora personaggi noti o tipici della realtà del Friuli-Venezia Giulia, oltre che, appunto, i giovani che - ha detto Damele - possono liberamente venire a Telefriuli per dire ciò che pensano sul loro presente e sulle loro aspettative future come pure per dibattere temi d’attualità per una riflessione e un approfondimento".
Telefriuli invita, quindi, il mondo delle associazioni, del privato sociale, della realtà di solidarietà, delle scuole a proporre ospiti disponibili a intervenire, da settembre, con storie da raccontare che possano risultare di interesse comune al fine di lanciare messaggi di speranza e fiducia nel futuro, proposte e nuove idee, valorizzando esperienze di persone che operano per tali fini. I temi che saranno trattati saranno soprattutto quelli della sanità, del sociale, dell'economia, della cultura, del volontariato, dell'altro sport (legati ad esempio alle discipline minori e dei disabili, …).
Spazi particolari e presenze ad hoc saranno dedicati, come accennato, sempre anche ai giovani che possono inviare una mail (damele1962@interfree.it) per essere invitati in studio. Per i ragazzi si tratta, quindi, di un'opportunità, quella d'incontrare un personaggio e dire la propria in una trasmissione alternativa ai reality e ad altre vetrine. Ai giovani, tra i 14 e i 26 anni non resta altro, quindi, che farsi avanti ed esprimersi.