Saturday, June 02, 2007

DROGA e scuola: no alle forze dell'ordine, sì a un patto formativo


On.le Ministro Livia Turco, nutro grande stima per la sua persona e apprezzamento per quanto fa, specie, mi permetta, nel settore della donazione e dei trapianti. Mi trovo, però, in disaccordo con lei sull'invio delle forze dell'ordine nelle scuole per contrastatare la diffusione della droga. Quella, semmai, dev'essere l'ultima opzione. Le rivolgo, comunque, delle domande: tempo fa, lei propose un aumento delle dosi di droga leggera rispetto a quelle definite dal precedente governo. Non è un po' contraddittorio ora chiedere la repressione con i Nas o i Carabinieri nelle scuole?
E poi: perché non ha tenuto conto dell'autonomia dei presidi e non ha né concordato, né comunicato preventivamente questa proposta al suo collega ministro Fioroni che, con evidente imbarazzo, ha saputo della sua idea dai giornalisti? Perché non vi telefonate prima?
Nelle scuole prima, molto prima di mandarci le forze dell'ordine credo opportuno ci vada la società civile, ministri compresi, per confrontarsi coi ragazzi, i docenti, le famiglie. A breve le scuole termineranno e lì ci andranno solo gli studenti e i docenti impegnati negli esami, ma s'impone la necessità di sottoscrivere un nuovo patto educativo scuola-famiglia basato sul dialogo e la comprensione per la formazione dei giovani. Questo è un obiettivo ben più rilevante dell'invio e della presenza delle forze dell'ordine nelle scuole. Polizia e Carabinieri devono essere impegnate, semmai, a contrastare lo spaccio di droga alla fonte impedendo che tali persone senza scrupoli giungano nei luoghi di ritrovo dei giovani, scuole comprese.

Daniele Damele

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