Wednesday, June 27, 2007

TARGA fair play a Damele


Una targa a riconoscimento del ruolo svolto a favore del fair play tra i giovani è stata consegnata dal presidente del Comitato Fair Play di Udine, Alessandro Grassi, a Daniele Damele, "da sempre in prima linea a favore dell'etica nelle relazioni con bambini e ragazzi".

L'occasione è stata la conviviale alla quale hanno preso parte anche il sindaco di Udine, Sergio Cecotti, e il testimonial dello sport friulano Venanzio Ortis. Grassi ha anche voluto ringraziare Damele per aver presentato la serata delle premiazioni del fair play friulano alcune settimane fa portando la platea a ragionare e sensibilizzarsi sempre più attorno ai temi dei valori più genuini dello sport.

2 LUGLIO: alle ore 20 a Latisana (UD) riunione Aido


Il presidente dell'Aido di Udine, Daniele Damele, ha convocato una seduta del Consiglio Provinciale AIDO Udine per lunedì 2 luglio alle ore 20.
La riunione si terrà presso la sede di La tisana (ospedale civile) con il seguente odg:
1. attività 2007;
2. comunicazioni del Presidente;
3. varie ed eventuali.
L’invito a partecipare è esteso, quali uditori, ai componenti il Collegio dei revisori dei conti e dei Probiviri oltre che ad ogni altro associato o simpatizzante Aido.

Saturday, June 16, 2007

TELEFRIULI: l'ultima puntata del terzo ciclo di "Conosciamoci" mercoledì 27 giugno alle 22


L'ultima puntata del terzo ciclo della rubrica televisiva, in onda su Telefriuli, sulle storie di vita di casa nostra, “Conosciamoci”, trasmissione sulle solidarietà del Friuli Venezia Giulia ideata e condotta in diretta da Daniele Damele avrà come ospite centrale mercoledì 27 giugno alle ore 22 (in replica venerdì 29 alle 8.45 e martedì 3 alle 12) Elio Carchietti, capo medico della base operativa 118 di Udine. La trasmissione vede la presenza in studio di vari ospiti del mondo sociale e culturale del Friuli Venezia Giulia.
Giunto al termine del terzo ciclo di Conosciamoci (il primo era iniziato a febbraio 2005 per concludersi a luglio mentre il secondo prese avvio a settembre 2005 accompagnando i telespettatori friulani per i successivi dieci mesi), Damele ha sostenuto che "gli ospiti avuti in questi mesi sono risultati un esempio di vita, un modello per chiunque, ma in particolare per i più giovani". Per "Conosciamoci", il bilancio che è possibile trarre è, quindi, senz'altro positivo. La trasmissione ha spesso dovuto scontrarsi il mercoledì sera con partite di calcio in onda su altri canali, ma nonostante ciò i dati d'ascolto sono risultati costantemente positivi a conferma del desiderio dei friulani di poter avere proposte alternative di riflessione. E così è stato grazie a tanti ospiti che si sono messi in gioco raccontando le loro storie di vita.
"E', infatti, assolutamente importante - ha sottolineato il conduttore di Conosciamoci, Damele, - fermarsi almeno un momento a pensare dando spazio alla riflessione e riservando ai giovani e al mondo del sociale attenzione, ascolto, affetto e amore. In questo senso l'emittente diretta da Alberto Terasso garantisce ai giovani, attraverso Conosciamoci, ma anche altre apprezzate e seguite rubriche, di potersi esprimere e dire la loro, come pure di mettersi alla prova".
Telefriuli ha proposto con Conosciamoci persone che hanno raccontato le loro storie di vita, le loro esperienze, i propri punti di vista: "e anche per il futuro cercheremo personaggi noti o tipici della realtà del Friuli-Venezia Giulia, oltre che, appunto, i giovani che - ha detto Damele - possono liberamente venire a Telefriuli per dire ciò che pensano sul loro presente e sulle loro aspettative future come pure per dibattere temi d’attualità per una riflessione e un approfondimento".
Telefriuli invita, quindi, il mondo delle associazioni, del privato sociale, della realtà di solidarietà, delle scuole a proporre ospiti disponibili a intervenire, da settembre 2007, con storie da raccontare che possano risultare di interesse comune al fine di lanciare messaggi di speranza e fiducia nel futuro, proposte e nuove idee, valorizzando esperienze di persone che operano per tali fini. I temi che saranno trattati saranno soprattutto quelli della sanità, del sociale, dell'economia, della cultura, del volontariato, dell'altro sport (legati ad esempio alle discipline minori e dei disabili, …).
Spazi particolari e presenze ad hoc saranno dedicati, come accennato, sempre anche ai giovani che possono anch'essi inviare una mail a damele1962@interfree.it essere invitati in studio. Per i ragazzi si tratta, quindi, di un'opportunità, quella d'incontrare un personaggio e dire la propria in una trasmissione alternativa ai reality e ad altre vetrine. Ai giovani, tra i 14 e i 26 anni non resta altro, quindi, che farsi avanti ed esprimersi.

GIORNALI e libri sono meglio di Tv e internet


Ha coordinato il gruppo di lavoro che ha elaborato il codice di autoregolamentazione Internet e minori. Ed è per questo diventato vicepresidente del Comitato ministeriale di garanzia, quello che garantisce l'osservanza del codice, un “filtro” comportamentale condiviso dagli Internet service provider che coprono il 90 per cento della navigazione italiana. Ma, dopo aver conseguito un primo storico risultato di controllo educativo della rete, Daniele Damele, docente di etica e comunicazione all’ateneo di Udine e Gorizia, lancia un messaggio anti-Internet e anti-tv: “I genitori educhino i propri figli a “sporcarsi” le mani con la carta dei giornali e dei libri. Lì, almeno lì, potranno in misura maggiore trovare modelli positivi”.
Damele, presidente prima del Corerat dal 1998 al 2001 e poi, fino al 2003, dell’attuale Corecom, il Comitato regionale delle comunicazioni, si occupa di internet, televisione, telefonini e videogiochi da oltre sette anni, “per lavoro e per interesse personale, cercando di cogliere stimoli e suggerimenti che arrivano dai miei figli, uno di 23 l’altro di 13 anni. Oggi posso dire con certezza che questa generazione di giovani che vive più davanti allo schermo che non alle persone ha la necessità di trovare l’informazione “giusta” altrove, nei libri e nei giornali”.
Nella rete o in tv i condizionamenti sono pesantemente negativi. “A partire dalla pubblicità – spiega il docente di etica e comunicazione – che nasce per far vendere e non può che portare all’edonismo sfrenato. Fino ai reality, la deriva finale della brutta televisione, dove si trova sempre più spesso qualcosa di assolutamente inaccettabile in orari di punta, quando più o meno tutti i bambini e i ragazzi sono in casa e avrebbero bisogno d’altro che non di una inutile esasperazione di competitività”.
Staccare gli occhi dallo schermo e prendere un giornale è un consiglio. “Ma riuscirci è difficile, forse un’utopia” aggiunge Damele. E allora è necessario indirizzare le lunghe ore davanti a internet dei figli anche con semplici accortezze, “evitando per esempio di lasciare soli i ragazzi con il computer o la tv nella propria stanza e convincendoli, in maniera simpatica, che è invece meglio navigare in famiglia, in un luogo comune”. Un controllo? “Un cauto controllo che serve a dividere utile e dannoso, perché non tutto, ovvio, è da buttare”.
Un aiuto c’è. “Da anni esiste Davide.it – ricorda Damele –. Collegandosi a internet attraverso quel portale, entra in azione un filtro che impedisce la visione dei siti contenenti pornografia, violenza e pedofilia. Perché internet è una porta aperta verso il mondo e, se non la chiudi, entra di tutto, anche gli inviti al suicidio, l’istigazione all’uso di droghe, il satanismo, il gioco d’azzardo”. Ma c’è anche la legge: “Il Parlamento ha bandito qualsiasi tipo di impunibilità dell’adulto coinvolto in attività pedopornografica prevedendo opportune disposizioni in materia di lotta contro lo sfruttamento sessuale dei bambini e la pedopornografia anche a mezzo internet”.

BULLISMO: in Friuli Venezia Giulia manca l'Osservatorio


La scuola è finita. L'anno appena conclusosi è stato caratterizzato indubbiamente da tante positività, ma anche dalle negative notizie sul bullismo che è presente, purtroppo, anche nei paesi del Friuli. Chi dialoga con i genitori lo sa. Ma cosa fanno le istituzioni scolastiche per contrastare il bullismo?
Il Ministero dell'Istruzione ha operato con circolari, numero verde, il sito "smontailbullo" e varie altre azioni. Ha anche previsto l'istituzione in ogni regione di uno speciale Osservatorio sul fenomeno. In Friuli Venezia Giulia l'Ufficio scolastico non ha, però, ancora provveduto a istituirlo. Il decreto non sarebbe pronto in quanto molte persone dovevano ancora essere indicate dalle categorie interessate. Ma chi sono i soggetti coinvolti? E' presto detto. Si tratta di un lunghissimo elenco: l'Ufficio scolastico regionale sarà presente con il direttore generale, un ispettore e un Dirigente scolastico. Faranno, inoltre, parte dell'Osservatorio i quattro dirigenti degli Uffici Scolastici Provinciali, un rappresentante della Regione, un rappresentante per ogni Prefetto, Il Tutore dei Minori, un rappresentante per ogni Provincia, uno per ogni Comune capoluogo di Provincia, un rappresentante per le due università, uno per ogni questura provinciale, un rappresentante per ogni ASS, un esponente del Corecom, un rappresentante dell'associazione genitori per provincia, un rappresentante del CIDI, uno dell'AIMC e ancora due dirigenti scolastici per provincia, un docente per settore scolastico per provincia, un amministrativo della scuola per provincia e un rappresentante degli studenti per provincia.
Si tratta di ben oltre le 50 persone. Se anche si adottasse il sistema del Parlamento europeo, ovvero del concedere due minuti a testa per intervento, solo per permettere a tutti di dire la propria s'impiegherebbero quasi due ore. E la sintesi chi e come la si farà?
E' probabile che si formeranno gruppi di lavoro e che dal gruppo regionale si passi a livelli di lavoro provinciali coordinati dal dirigente di ogni Ufficio Scolastico provinciale, ma restano molti interrogativi: l'anno scolastico 2006/07 ha visto aumentare i casi di bullismo, da noi l'Osservatorio (che dovrebbe gestire 40 mila Euro) non è ancora formato; un numero così elevato di componenti rischia di trasformare in pletorico e non funzionale l'organismo con il risultato di farlo fallire prima ancora della sua nascita. Ma non basta: lo spazio a genitori e studenti è limitato, ma soprattutto sproporzionato rispetto a quello delle istituzioni che anziché far parte di detto organismo dovrebbero autonomamente promuovere iniziative a favore dei giovani coordinandosi per evitare doppioni o sovrapposizioni.
Sono convinto che meglio sarebbe costituire un Osservatorio snello, composto al massimo di 8/10 persone e soprattutto non fermarsi, non attendere, ma utilizzare al meglio questi mesi estivi per partire da subito a settembre con un nuovo patto tra docenti, famiglie e allievi.
L'augurio è che non si diano risposte burocratiche, ma concrete col cuore e la ragione. Lo dobbiamo ai nostri ragazzi perchè sono il nostro futuro, ma oggi è del loro presente che dobbiamo occuparci e con impegno.

Daniele Damele
damele1962@interfree.it


Tuesday, June 12, 2007

AIDO: l'assemblea nazionale di Roma



"Un'associazione che operi uniformemente sul territorio valorizzando il ruolo volontaristico dei propri dirigenti puntando alla formazione della cultura per una scelta consapevole sulla donazione di organi e tessuti e di prevenzione con riguardo agli stili di vita da propugnare nelle scuole": sono i punti cardine stabiliti dall'assemblea nazionale dei presidenti regionali dell'associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO) svoltasi a Roma alla presenza del Consiglio nazionale eel sodalizio e di numerosi presidenti provinciali.
L'assemblea, che è stata presieduta da Amedeo Bennati (Piemonte, presidente nazionale del Collegio dei revisori dei conti) con l'ausilio della segretaria Cristina Bassini (presidente Aido Emilia Romagna), si è aperta con la relazione del consiglio resa dal presidente nazionale Vincenzo Passarelli che, tra i numerosi e qualificanti punti toccati, ha invitato a una sempre più stretta collaborazione con i coordinatori regionali e provinciali dei trapianti presenti nelle varie Aziende ospedaliere.
L'assemblea ha approvato all'unanimità oltre alla relazione e ai bilanci consuntivo 2006 e preventivo 2007 anche una mozione finale, elaborata da Leonida Pozzi (presidente Aido Lombardia), Maurizio Stigliano (presidente Aido Basilicata) e Valter Mione (vice-presidente Aido Piemonte), che fa riferimento all'ìnformatizzazione degli associati, all'innovativo materiale informativo e alla creazione di una Fondazione.
L'assemblea si era aperta con un minuto di raccoglimento in memoria di Franca Pellini, presidente nazionale Aned, recentemente scomparsa. Dal canto suo Daniele Damele, responsabile nazionale della comunicazione (rappresentante del Friuli Venezia Giulia assieme alla presidente regionale Daniela Mucignat) ha reso noto che l'Aido consta di 1.118.133 soci mentre il suo sito ufficiale, http://www.aido.it/, è consultato mensilmente da oltre 10 mila persone.

RADIOPUNTOZERO: venerdì 15 giugno l'ultima puntata del terzo ciclo di "Dalla parte di bambini e ragazzi"


TRIESTE – Venerdì 15 giugno alle ore 10.05 sui 101.1 e 101.5 Mhz di Radiopuntozero va in onda l'ultima puntata del terzo ciclo di “Dalla parte di bambini e ragazzi”, rubrica radiofonica della durata di quindici minuti, condotta da Andro Merkù. Ogni venerdì mattina il conduttore Merkù raggiungerà al telefono Daniele Damele per degli approfondimenti per ragazzi e adulti su temi d'interesse e d'attualità dei minorenni, dei loro genitori e degli educatori con particolare riferimento alla tutela dei giovani rispetto ai mezzi di comunicazione. "Tutti dicono - ha evidenziato Damele - che i giovani sono il nostro futuro, ma oggi sono già, subito, il loro presente e di questo ci dobbiamo interessare occupandoci di loro come farà settimanalmente l'ottimo Andro Merkù. Da parte mia cercherò di dare il mio contributo alla causa".
Daniele Damele, che è anche docente di etica e comunicazione all'ateneo udinese, ha dichiarato che "l'emittente radiofonica del Friuli - Venezia Giulia degli ottimi Busolini ha dimostrato ancora una volta grande sensibilità favorendo una rubrica che è certamente di servizio pubblico".

Monday, June 04, 2007

REALITY sui trapianti: immorale e inaccettabile


Non possiamo, non dobbiamo calare il sipario troppo velocemente su alcuni fatti. Quello del finto reality olandese sul trapianto di rene, ad esempio, merita ancora una riflessione. Quanto proposto, anche se poi non realizzato, è, comunque, risultato immorale e inaccettabile.
L'idea è mostruosa e orribile solo a pensarla: un Grande fratello per concorrenti dializzati in attesa di trapianto per vincere un nuovo rene. No, non possiamo dire sì al cinismo mediatico che in questi ultimi anni ha dato prova di inesauribile efferatezza. La privacy sentimentale e sessuale delle persone è ormai pratica quotidiana in tv: è concorso, show, audience, mercato. Ma che la sopravvivenza di un ammalato possa divenire un trofeo da acciuffare dentro un palinsesto al fine dichiarato (ma era proprio quello ,oppure si sono fermati per le proteste infinite sollevate?) di sensibilizzare alla donazione d'organi non è accettabile.
Quanto ideato non rispetta la dignità umana e disinforma: si pensi al solo fatto che gli organi della donatrice ipotizzata, una malata terminale, non possono essere utilizzati. Il concetto di solidarietà, che sta alla base delle donazioni, dev'essere continuamente sollecitato, ma informando con correttezza la gente.
Nel, da me criticato, Grande fratello, c'è in palio la celebrità, qui si voleva mettere in palio la vita. D'altronde la china lungo la quale si muove molta tv è proprio quella dei format del dolore e degli spettacoli della sofferenza. Insomma dare scandalo. Questa provocazione non è etica, non rispetta le persone che attendono un trapianto.
I media ci hanno abituato a sventolare ottime cause, spesso umanitarie, specie per incrementare il loro bacino d'ascolto, per amplificare la loro voce, farsi largo nella competizione. E' un'ambiguità sopportabile se il fine è così limpido da far passare in secondo piano il narcisismo o gli interessi economici di chi promuove dette cause.
Viviamo in una società che ha collocato il profitto al di sopra di qualunque altro metro di giudizio. Ma a tutto c'è un limite.
In Olanda avevano ideato di far vedere che una persona morisse e altre tre si contendessero il rene (che non avrebbero comunque potuto avere) della moritura. E' forse questa la nuova frontiera della televisione?
Due anni fa il Big Brother dei Paesi Bassi mise in onda un parto senza alcuna censura, la stessa rete commerciale olandese del finto reality sul trapianto aveva trasmesso l'assunzione di droga in diretta e il racconto di quanto provato, come in un talk show. Ma non basta. Un'altra rete straniera trasmette un programma nel quale si spia la vita di malati gravi a cui viene data la possibilità di sottoporsi gratuitamente a cure (Miracle workers) mentre in un altro reality a cercare l'anima gemella sono persone dal volto sfigurato (Love at second sight).
Endemol sta adattando per l'Italia "Miss Ability", un successo in Olanda (ti pareva?) e in Inghilterra, ovvero un concorso di bellezza per ragazze disabili.
In Olanda, sempre lì, in un programma dal titolo "Ecco come si fotte" si ritiene di fare "educazione" sessuale! Negli States, udite udite, sono state messe in lizza tre famiglie senza figli: il premio era un bimbo da adottare...
Credo sia immorale indurre un essere umano a prostituirsi per guadagnare un rene o vedersi assegnare un bambino e ciò anche se la vendita della sua dignità non avviene su un marciapiede buio, ma alla luce di una telecamera.
Fermate il mondo voglio scendere? Forse no, ma fermate quegli autori tv e spegniamo una certa televisione forse sì. E se poi vogliamo sensibilizzare a una scelta consapevole per la donazione di organi, tessuti e cellule mandiamo medici, volontari e trapiantati a raccontare le loro esperienze nelle scuole e nelle università: è meglio.

Daniele Damele

Saturday, June 02, 2007

PEDOFILIA: si discuta su come prevenirla, non su Santoro


Santoro ha avuto un merito: seppure a gamba tesa ha richiamato l'attenzione della gente sul dramma della pedofilia. Si potrà discutere sulla completezza informativa del documentario della BBC trasmesso, ma l'opportunità che deriva da quanto dibattuto a Annozero su Raidue è certamente positiva. Ora si tratterebbe di non creare sempre e solo due schieramenti che si scontrano a favore o contro Santoro e la Rai. La Chiesa ha fatto una stupenda figura in tv con monsignor Fisichella e don Di Noto, amico di tante battaglie antipedofilia in rete, ed è vittima anch'essa di quei pochi preti pedofili da condannare senza alcuna reticenza.
Il problema vero è quello delle vittime dei pedofili, di persone che senza scrupoli hanno abusato e abusano ancora di bambini indifesi e circuiti. Ciò accade nelle famiglie, nelle scuole, nelle parrocchie, in internet e in tanti altri luoghi di ritrovo di bambini e ragazzi. Occorre isolare dette persone pedofile preservando i bambini e i loro ambienti. Occorre condannare pesantemente in sede civile e, per i preti, anche in sede religiosa sfilando la veste a chi non avrebbe avuto mai il diritto d'indossarla, ma lo sforzo principale dev'essere quello di prevenire per evitare che fatti orribili come questi abbiano a riaccadere.
Possiamo sforzarci di compiere atti in tal senso elevando confronto, formazione e anche la comunicazione in tal senso?

Daniele Damele

DROGA e scuola: no alle forze dell'ordine, sì a un patto formativo


On.le Ministro Livia Turco, nutro grande stima per la sua persona e apprezzamento per quanto fa, specie, mi permetta, nel settore della donazione e dei trapianti. Mi trovo, però, in disaccordo con lei sull'invio delle forze dell'ordine nelle scuole per contrastatare la diffusione della droga. Quella, semmai, dev'essere l'ultima opzione. Le rivolgo, comunque, delle domande: tempo fa, lei propose un aumento delle dosi di droga leggera rispetto a quelle definite dal precedente governo. Non è un po' contraddittorio ora chiedere la repressione con i Nas o i Carabinieri nelle scuole?
E poi: perché non ha tenuto conto dell'autonomia dei presidi e non ha né concordato, né comunicato preventivamente questa proposta al suo collega ministro Fioroni che, con evidente imbarazzo, ha saputo della sua idea dai giornalisti? Perché non vi telefonate prima?
Nelle scuole prima, molto prima di mandarci le forze dell'ordine credo opportuno ci vada la società civile, ministri compresi, per confrontarsi coi ragazzi, i docenti, le famiglie. A breve le scuole termineranno e lì ci andranno solo gli studenti e i docenti impegnati negli esami, ma s'impone la necessità di sottoscrivere un nuovo patto educativo scuola-famiglia basato sul dialogo e la comprensione per la formazione dei giovani. Questo è un obiettivo ben più rilevante dell'invio e della presenza delle forze dell'ordine nelle scuole. Polizia e Carabinieri devono essere impegnate, semmai, a contrastare lo spaccio di droga alla fonte impedendo che tali persone senza scrupoli giungano nei luoghi di ritrovo dei giovani, scuole comprese.

Daniele Damele