Sunday, April 15, 2007

SICUREZZA stradale: dal 23 al 29 aprile la settimana mondiale


Dal 23 al 29 aprile si terrà la settimana mondiale della sicurezza stradale voluta dall'Onu. L'obiettivo è quello di far sì che le domeniche in tv e i lunedì sui giornali non appaiano più dei veri e propri bollettini di morti giovani. Stragi del sabato notte che spesso hanno delle terribili anteprime già il venerdì notte. I fine settimana sono, infatti, caratterizzati dalle uscite dei ragazzi, per lo più in discoteca, ossia da peregrinazioni, una sorta di nomadismo da questa all'altra struttura alla ricerca di divertimento e sballo, una frenetica e spasmodica ricerca di evasione e trasgressione fino alle cosiddette ore piccole. Poi il ritorno a casa con, spesso, una dose elevata, troppo elevata di alcool, ma anche, ahimé, di sostanze stupefacenti. A nulla è valso l'invito, rivolto tempo fa, a non far bere (e nemmeno drogarsi) almeno l'autista della compagnia, quasi, peraltro, fosse inevitabile accettare che i sabato sera si deve eccedere con alcolici e droghe.
Il governo nazionale ha opportunamente predisposto delle linee guida per contrastare e prevenire tale fenomeno che non è certo nato ieri, ma io credo che occorra fare molto di più, andare oltre al fine di favorire la proposta di una nuova cultura della sicurezza, non solo stradale, ma personale di ognuno di noi.
Innanzi tutto le infrastrutture: occorrono investimenti sulle strade per renderle più sicure, al di là dei week end. Creare più corsie e una divisione con guard rail del senso di marcia in tutte le strade dove ciò sia realizzabile con esclusione delle vie comunali è un obiettivo imperativo. Già così si renderebbero impossibili gli scambi di carreggiata e non sarebbe affatto poca cosa. Poi occorre favorire la diffusione di corsi di specializzazione alla guida dei veicoli. La patente di guida è una cosa, specializzarsi mentre si conduce una vettura, magari ad alta velocità e tutt'altra cosa.
Ma ciò che si rende indispensabile è l'accennata ricerca di una nuova cultura con messaggi educativi per tutti di alto livello. Bisogna entrare nelle scuole, nelle università, nelle famiglie con proposte accattivanti e forti che tendano a esaltare il valore della vita umana. Bene sarebbe utilizzare testimonial esaltati dai giovani, favorire la diffusione di film e fiction contenenti messaggi positivi.
I media, sì, ancora una volta sempre loro, tv, internet, videogiochi e tutti gli altri organi di comunicazione possono e devono, assieme e di concerto con istituzioni, associazioni e persone, svolgere un ruolo educativo. L'importante è fare presto perché i fine settimana arrivano inesorabilmente ogni sette giorni.

Daniele Damele
Docente di Etica e comunicazione
Università di Udine e Gorizia

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