Monday, April 23, 2007

DROGA nelle scuole: i doveri degli adulti


La recente vicenda della droga nelle scuole dell'Alto Friuli ha certamente scosso anche se non è affatto una novità. I minori, spesso giovanissimi, sono da tempo protagonisti di storie quotidiane di trasgressione, ammesso che sia questo il termine corretto. Non passa quasi settimana, in questo periodo, infatti, senza che i mass-media non riportino notizie che hanno come protagonisti adolescenti con esiti talvolta anche drammatici ed angoscianti. Come gli innumerevoli casi di bullismo spesso ripresi anche dai telefonini e diffusi in internet.
E’ doveroso provare a interrogarsi sulle cause o concause che determinano certi atteggiamenti nei giovanissimi e cercare con umiltà e tenacia possibili soluzioni, ad una piaga sociale che rischia di degenerare sempre più: reputo, infatti, inutile fingere di meravigliarsi. E’ evidente che i bambini ci guardano e imitano gli adulti magari usando un po’ di fantasia. Siamo noi i cattivi maestri. Ecco allora che vediamo i nostri figli oggi stare ore al computer, denigrare genitori e insegnanti, fare sesso e consumare droga anche sotto i 14 anni.
Oggi viviamo in un contesto civile nel quale anche i valori base tramontano a vantaggio di un esasperato relativismo, di un consumismo e di un edonismo selvaggi, dato che questa società ha eretto l’aspetto della visibilità a valore addirittura irrinunciabile. Ma allo stesso tempo sarebbe un errore accusare le famiglie del cattivo andamento dei figli. Serve che le varie istituzioni, prendano atto insieme di ciò ed assieme agiscano di conseguenza. I genitori e la scuola non vanno lasciati soli occorre per entrambi un supporto adeguato. Nel guidare il soggetto in crescita verso l’acquisizione della ragione è importante l’azione educativa ed istruttiva della scuola che può essere esercitata solo mediante docenti preparati e motivati nello svolgimento della loro delicata professione.
Mettiamocela tutta perché i ragazzi sono il nostro futuro, ma è del loro presente, oggi, che dobbiamo occuparci e bene.

Daniele Damele
Docente di Etica e comunicazione
Università di Udine

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