Monday, January 29, 2007

MARTEDI' 6 febbraio ricorrre la giornata europea dedicata ad un uso cosciente e senza rischi di Internet

Martedì 6 febbraio ricorrre la giornata europea dedicata ad un uso cosciente e senza rischi di Internet. Personalmente è da tempo che metto in guardia genitori ed educatori oltre che, ovviamente bambini e ragazzi, sui rischi di internet come pure delle telefonia cellulare. I recenti arresti di altri pedofili internauti, il più alto numero di indagati raggiunto nel 2006 e la rete che tra chat on line, sms e ricariche in regalo a giovanissimi sono realtà che confermano, infatti, quali e quante possano essere le insidie della rete e dei telefonini. Famiglie e scuola non possono più ignorare tale realtà al pari di tutte le istituzioni. Da tre anni esiste un codice di auto-regolamentazione per la tutela dei minorenni (disponibile sul sito http://www.comunicazioni.it), ma ciò che si rende indispensabile è attuare ad ogni livello una forte azione di prevenzione e formazione rivolta a genitori, educatori, operatori del settore della comunicazione e chiunque altro risulti interessato.
Personalmente accanto al codice ho avuto l'opportunità di elaborare, assieme ad alcuni esperti del Servizio della Polizia Postale e delle Comunicazioni una sorta di decalogo con la volontà di fornire un contributo alle famiglie e alle scuole.
Da qui l’idea di consigliare, appunto, gli adulti a cercare, senza esercitare un rigido controllo, di conoscere il modo in cui i figli usano internet e il telefonino (cosa fanno? quali sono i loro interessi?) trasmettendo ai figli interesse per quanto fanno in internet, facendosi insegnare da loro il funzionamento del PC e della rete, e con chi e quali relazioni intrattengono tramite il cellulare.
Un’altra idea emersa è quella di evitare, possibilmente, di collocare il PC nella camera da letto dei figli, molto meglio in una stanza d'accesso comune rendendo cosi l'uso d’internet un'attività di famiglia. In alternativa, è opportuno utilizzare il PC assieme ai figli e non permettere mai l'uso della carta di credito (senza autorizzazione preventiva).
Nel dialogo con i figli occorrerà insegnare loro a non fornire dati o informazioni personali o riscontri oggettivi sulla propria persona (nome, cognome, età, indirizzo, numeri di telefono e cellulari, redditi, indirizzo, orari della scuola, nomi di amici, ...) e soprattutto insegnare ai figli a non accettare mai d'incontrarsi personalmente con chi hanno conosciuto in rete (gli sconosciuti cosi incontrati possono essere pericolosi tanto quanto quelli che si possono incontrare per strada).
Un altro aspetto emerso è quello relativo all’insegnamento ai figli a non rispondere quando ricevono sms o messaggi di posta elettronica volgari, offensivi o pericolosi spiegando loro quali sono le regole di buona condotta sulla rete, ovvero: non usare un linguaggio scurrile o non appropriato comportandosi sempre correttamente.
Va anche detto ai ragazzi che l'eventuale compilazione di moduli in internet può avvenire solo dopo l'autorizzazione dei genitori così come occorre concordare con i figli quanto tempo possono trascorrere in internet senza considerare mai il PC, al pari della televisione, una baby sitter.
E’ poi del tutto opportuno inserire nei PC i cosiddetti 'filtri salvafamiglie" che impediscono l’accesso a siti non desiderati (violenti o pornografici) verificando periodicamente il funzionamento corretto di detti filtri e tenendo segreta l'eventuale parola chiave, la password.
Nel malaugurato caso in cui si trovasse materiale pedopornografico in un newsgroup o in una community, oppure se si ricevono messaggi di posta elettronica con riferimenti pedopornografici o ancora se si è contattati da un utente che invia materiale pedopornografico, tenta di adescare un minore in una chat o fa intendere di avere rapporti sessuali con minori occorre avvertire immediatamente il Servizio della Polizia postale e delle comunicazioni che provvederà a fornire ogni istruzione utile.
Tutti, anche l'industria privata possono e devono aiutare a giungere a un uso consapevole di internet. I provider e i fornitori di servizi di connessione alla rete devono impegnarsi a impedire la visione di pagine non idonee (con contenuti violenti o pedopornografici) pena, a mio parere, anche l'inibizione all'esercizio dell'attività di provider a fornitore di servizi di connessione alla rete. In questo sforzo siamo tutti coinvolti e ognuno di noi deve fare la sua parte.
Relativamente all'etica dello spazio virtuale, invece, sono convinto che accanto all'ottimo decreto voluto dal ministro Paolo Gentiloni sarà utile valutare in sede parlamentare se introdurre nell'ordinamento penale anche il reato di "connivenza" con chi consente l'accesso a materiale violento o pedopornografico in internet perseguendo così anche eventuali provider o fornitori di servizi di connessione alla rete internet.
Internet è una stupenda opportunità anche per i ragazzi e i bambini. Occorre, quindi, favorirne l’accesso garantendo la disponibilità di conoscenza e apertura. La “rete” è uno strumento di democrazia e di crescita. Internet è una porta aperta dalla quale si può uscire per andare in tutto il mondo, ma da quella stessa porta chiunque può entrare.
Per tale motivo, in una realtà mondiale di utilizzo, è del tutto opportuno tener presente che internet è sede anche di malintenzionati che possono utilizzare tale fondamentale strumento di comunicazione per finalità illecite, dannose e soprattutto pericolose per i più piccoli. Da qui la necessità di favorire una nuova forma di autoregolamentazione degli Internet provider a tutela appunto dei minori.
Le istituzioni sono a servizio di chi vuole seriamente operare per la difesa dei minori in rete. Non a caso i codici per le televendite, la Tv e i minori e, adesso, Internet e l’infanzia sono sorte al Ministero delle Comunicazioni. Accanto a questi testi è del tutto opportuno favorire ogni iniziativa tendente a rendere sempre più diffusi vari consigli di prevenzione per famiglie, scuole, università e mass media oltre a vari consigli tecnico – informatici.
Il codice sottoscritto è il frutto del prezioso impegno delle Associazioni di ISP, di Tutela dei Diritti dei Minori e dei rappresentanti delle Istituzioni interessate e coinvolte. Tutti assieme per favorire ed estendere i doni di internet e contrastarne i danni.
In tal senso il contributo di riflessione che si offre mira a richiedere e garantire una cultura della sicurezza al fine di permettere ai minori di accedere con serenità a internet anche in relazione agli obiettivi che in questa ottica si è posta l’Europa dove per una volta l’Italia svolge un ruolo trainante proprio con tali norme di autoregolamentazione e quelle recenti introdotte da Gentiloni.
Nel permettermi di richiamare il fondamentale ruolo dei fornitori d’accesso e/o di servizi desidero soffermarmi per un attimo sul capitolo degli strumenti di protezione, i cosiddetti “filtri”, sull’efficacia dei quali tanto è stato detto. L’analisi critica svolta ha riguardato sia i punti di forza, sia di debolezza di ciascuno dei prodotti attualmente a disposizione sul mercato, lasciando all’utilizzatore la scelta di quello a lui più congeniale.
Personalmente desidero indicare solo la necessità di proteggere i minori durante la navigazione e nella ricezione di posta elettronica. Va comunque tenuto conto che accanto ai filtri informatici sarà sempre del tutto necessario garantire a bambini e ragazzi “filtri umani”, ovvero genitori, educatori, insegnanti, adulti, parenti maggiori. E’ necessario che tutte queste persone dialoghino con i minori con attenzione prestando attenzione e controllando, come accennato, senza alcuna rigidità, quanto attuato dai nostri figli attraverso il computer rammentando sempre che il miglior dialogo è l’ascolto.
La “cultura della sicurezza”, ovvero la sensibilizzazione dell’opinione pubblica su un uso consapevole di internet, passa anche attraverso questo contributo che il Ministero delle Comunicazioni offre alla comunità italiana ed europea convinto che i giovani sono il nostro futuro, ma sono, oggi, il loro presente e sotto questo aspetto è oggi del tutto necessario occuparsi di loro.

Daniele Damele
Vice-Presidente Comitato di Garanzia

Saturday, January 20, 2007

USA: i videogiochi sono promossi anche al fine d'invogliare i ragazzi ad arruolarsi nell'esercito

"Negli Usa i videogiochi sono promossi anche al fine d'invogliare i ragazzi ad arruolarsi nell'esercito": è quanto rivela Daniele Damele, docente di etica e comunicazione all'Università di Udine, il quale nel corso di un incontro con ragazzi delle scuole medie superiori del Friuli Venezia Giulia ha aggiunto che "il Pentagono mette a disposizione su internet un videogioco, chiamato “America’s Army”, in cui si impara ad utilizzare le armi in dotazione all’esercito americano, a guidare velivoli delle truppe USA in Iraq, a lanciarsi con il paracadute. Prima di entrare nelle scenario della guerra virtuale, però - ha evidenziato sempre Damele - i giocatori devono sottoporsi ad un piccolo addestramento on-line. Il Dipartimento della Difesa americano investe in questo gioco qualcosa come 2,5 milioni di dollari, definendolo un utile supporto per il reclutamento dei soldati di domani. Beh, che dire": si è domandato ancora Damele che dopo aver ricordato che "negli States arruolano anche i minori come in Gran Bretagna" ha concluso affermando che "non si devono demonizzare i videogiochi, ma prestare la massima attenzione a che tipo di games finiscono nelle mani, ma soprattutto nelle menti dei nostri ragazzi".

Saturday, January 13, 2007

TELEQUATTRO: al via mercoledì 7 febbraio alle ore 14.25 "Visti da vicino - Itinerari per i giovani"

Mercoledì 7 febbraio alle ore 14.25 su Telequattro, la tua finestra sulla regione, andrà in onda la prima puntata di “Visti da vicino - Itinerari per i giovani”, nuova rubrica televisiva, della durata di venti minuti, ideata e condotta da Daniele Damele. Ogni settimana (la trasmissione è replicata il venerdì, alle 23.40 e le domenica alle 16.05) andranno in onda le esperienze e le domande dei ragazzi a confronto con gli imprenditori e i personaggi del mondo del lavoro del Friuli Venezia Giulia. Mercoledì 7 Damele e le giovani Elisabetta Sacchi e Annalisa Furlan saranno a Cavazzo Carnico a colloquio con Alessandro Coidessa, imprenditore edile e titolare di un agriturismo.
I giovani che desiderassero intervenire in trasmissione per porre delle domande agli ospiti possono lasciare il proprio recapito alla segreteria di Telequattro telefonando al numero 040/300500 oppure inviare una mail a damele1962@interfree.it.
La trasmissione tv durerà venti minuti e gli intervistati saranno, come accennato, imprenditori, ciò al fine, appunto, di avvicinare i giovani al mondo del lavoro toccando anche temi di natura sociale e politica. A porre le domande, sempre con la conduzione di Damele, saranno giovani del Friuli -Venezia Giulia delle scuole medie superiori e universitari i quali potranno così dire la loro e confrontarsi in particolare sui temi della scuola, dell'università, della formazione, del lavoro, della politica, del loro mondo futuro.
Facendo seguito agli ottimi risultati di audience e critica di ben tre edizioni di "Diamoci del Tu" alla vigilia della nuova rubrica tv sono giunti gli apprezzamenti del Sottosegretario alle Comunicazioni, Giorgio Calò, che si è congratulato con l'emittente tv regionale del Friuli - Venezia Giulia "per il positivo spazio concesso ai giovani".

TELEFRIULI: I nuovi orari di Conosciamoci

Prosegue con successo il terzo ciclo della rubrica televisiva, in onda su Telefriuli, sulle storie di vita di casa nostra, “Conosciamoci”, trasmissione sulle solidarietà del Friuli venezia Giulia ideata e condotta in diretta da Daniele Damele. L'ospite centrale di mercoledì 24 gennaio alle ore 22 (in replica venerdì alle 8.45 e martedì alle 12) sarà l'attore Mauro Serio con il quale si parlerà soprattutto del rapporto tra giovani e media. Chi desidera intervenire alla trasmissione può inviare una mail a damele1962@interfree.it oppure lasciare un messaggio sul blog: http://danieledamele.blogspot.com/. La trasmissione vedrà la presenza in studio, ogni settimana, di vari ospiti del mondo sociale e culturale del Friuli Venezia Giulia.
Giunto a metà del terzo ciclo di Conosciamoci (il primo era iniziato a febbraio 2005 per concludersi a luglio mentre il secondo prese avvio a settembre 2005 accompagnando i telespettatori friulani per i successivi dieci mesi), Damele ha sostenuto che "gli ospiti avuti in questi mesi sono risultati un esempio di vita, un modello per chiunque, ma in particolare per i più giovani". Per "Conosciamoci", il bilancio che è possibile trarre è, quindi, senz'altro positivo. La trasmissione ha spesso dovuto scontrarsi il mercoledì sera con partite di calcio in onda su altri canali, ma nonostante ciò i dati d'ascolto risultano costantemente positivi a conferma del desiderio dei friulani di poter avere proposte alternative di riflessione. E così è stato grazie a tanti ospiti che si sono messi in gioco raccontando le loro storie di vita.
"E' assolutamente importante - ha sottolineato il conduttore di Conosciamoci, Damele, - fermarsi almeno un momento a pensare dando spazio alla riflessione e riservando ai giovani e al mondo del sociale attenzione, ascolto, affetto e amore. In questo senso l'emittente diretta da Alberto Terasso garantisce ai giovani, attraverso Conosciamoci, ma anche altre apprezzate e seguite rubriche, di potersi esprimere e dire la loro, come pure di mettersi alla prova".
Telefriuli propone con Conosciamoci persone che raccontano le loro storie di vita, le loro esperienze, i propri punti di vista: "cerchiamo personaggi noti o tipici della realtà del Friuli-Venezia Giulia, oltre che, appunto, i giovani che - ha detto Damele - possono liberamente venire a Telefriuli per dire ciò che pensano sul loro presente e sulle loro aspettative future come pure per dibattere temi d’attualità per una riflessione e un approfondimento".
Telefriuli invita, quindi, il mondo delle associazioni, del privato sociale, della realtà di solidarietà, delle scuole a proporre ospiti disponibili a intervenire, da settembre, con storie da raccontare che possano risultare di interesse comune al fine di lanciare messaggi di speranza e fiducia nel futuro, proposte e nuove idee, valorizzando esperienze di persone che operano per tali fini. I temi che saranno trattati saranno soprattutto quelli della sanità, del sociale, dell'economia, della cultura, del volontariato, dell'altro sport (legati ad esempio alle discipline minori e dei disabili, …).
Spazi particolari e presenze ad hoc saranno dedicati, come accennato, sempre anche ai giovani che possono anch'essi inviare una mail (damele1962@interfree.it) per essere invitati in studio. Per i ragazzi si tratta, quindi, di un'opportunità, quella d'incontrare un personaggio e dire la propria in una trasmissione alternativa ai reality e ad altre vetrine. Ai giovani, tra i 14 e i 26 anni non resta altro, quindi, che farsi avanti ed esprimersi.

ERBA: Papà Castagna come Papa Wojtyla


Il perdono che Carlo Castagna (nella foto) ha concesso ai coniugi Romano di Erba è qualcosa di eccezionale e meraviglioso. Il perdono è qualcosa che non sta sulla punta della lingua, ma viene fuori dal profondo del cuore. Il perdono è l'atto più grande che l'uomo possa compiere. Papà Castagna, cattolico credente e praticante, ha la fede e la forza per sopportare questo momento. La commovente e composta testimonianza che ha reso davanti alle telecamere di "Porta a porta" è una grande lezione di perdono cristiano per tutti noi.

Credo giusto indicare ai fedeli che il perdono non è cancellare una macchia da una pagina del libro della vita, ma voltare pagina e scrivere una nuova storia. Papa Wojtyla perdonò Ali Agca. E, si badi bene, lo perdonò subito, agonizzante sulla "campagnola" in Piazza San Pietro il 13 maggio 1981. Papà Castagna come Papa Giovanni Paolo II. Esagerato? Non credo proprio.

Daniele Damele

Thursday, January 11, 2007

AIDO: i dati al 30 novembre 2006. FVG terza regione in Italia

"Il Friuli Venezia Giulia è la terza regione per numero di donatori effettivi e utilizzati nel 2006. Più di noi, in termini percentuali, hanno fatto solo Toscana e Liguria che hanno anche un elevato numero di donatori segnalati. Subito dopo di noi c'è l'Emilia Romagna": lo rende noto il responsabile nazionale della comunicazione dell'Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (Aido), Daniele Damele, commentando i dati definitivi sull'attività di donazione e trapianto nel 2006 al 30 novembre. A fine gennaio saranno disponibili i dati anche dell'ultimo mese dell'anno che, comunque, non modificano sostanzialmente i dati resi noti.
Damele ha, quindi, lanciato un appello: "i pazienti in lista d'attesa in Italia sono oltre 9 mila. Occorre, quindi, implementare ancora la schiera di chi volontariamente e consapevolmente dichiara in vita la propria volontà a donare organi e tessuti all'atto della propria morte".
In tal senso Damele ha ricordato che "iscrivendosi all'Aido si aderisce quale volontario a tale associazione e si sottoscrive un atto olografo che permette di contare su un sempre maggior numero di donatori, unica via possibile per garantire la realizzazione della terapia sociale dei trapianti" per poi sottolineare come "dichiarare la propria volontà da vivo evita di creare situazioni d'imbarazzo ai cari che in un momento di dolore come la perdita di un congiunto devono, magari, decidere per lui rispetto all'opportunità di donare organi e tessuti e salvare vite umane".


Trapianti al 30 novembre 2006
Totale: 3167

Trapianti di rene: 1657
Trapianti di fegato: 1079
Trapianti di cuore: 339
Trapianto di polmone: 91
Trapianto di pancreas:64
Trapianto di pancreas + comb. :27
Trapianto di intestino:4


Liste di attesa al 30 settembre 2006
Pazienti: 9.115
Iscrizioni: 11.507


Rene: 6.394 pazienti; 8.600 iscrizioni
Fegato: 1.652 pazienti; 1.669 iscrizioni
Cuore. 724 pazienti; 737 iscrizioni
Pancreas: 198 pazienti; 222 iscrizioni
Polmone: 291 pazienti; 298 iscrizioni

Wednesday, January 03, 2007

INTERNET: nuovo decreto del Ministero delle Comunicazioni contro la pedofilia on line

Il decreto firmato dal Ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, finalizzato al contrasto del fenomeno della pedopornografia in rete ha un'importanza strategica. Tale atto entrerà in vigore tra 60 giorni per cui in questo arco di tempo i fornitori di connettività, ovvero gli Internet Service Provider, dovranno dotarsi di sistemi in grado di oscurare entro sei ore dalla comunicazione ricevuta, i siti che diffondano, distribuiscano o facciano commercio di immagini pedopornografiche."Gli Internet Service Provider - spiega Daniele Damele, vicepresidente del Comitato di garanzia Internet e minori - dovranno intervenire direttamente, oscurando i siti incriminati dopo aver ricevuto, secondo modalità concordate, apposita comunicazione. Di fatto chi naviga con provider italiani o europei non correrà più rischi". Nel decreto del Ministero delle Comunicazioni è disposto in particolare chei provider si dotino dei sistemi per oscurare i siti incriminati, secondo i requisiti stabiliti nel provvedimento stesso mentre ogni sei mesi si procederà al controllo dei risultati ottenuti, alla verifica delle tecnologie adottate e della loro congruenza con gli obiettivi della legge.
Il decreto - ha evidenziato Damele - rafforza la lotta contro i contenuti pedopornografici e lo sfruttamento dei minori attraverso internet per cui benissimo ha fatto il ministro Gentiloni a emanarlo per colpire in modo certo ed efficace chi ne fa un uso criminoso contro i bambini". Va comunque ricordato che il nostro ordinamento alla maggiore circolazione di materiale pornografico realizzato sfruttando i minori, ha reagito anche con il comma 3 dell'art. 600 ter del Codice Penale, che prevede pene particolarmente severe proprio in correlazione alla distribuzione, divulgazione o pubblicizzazione, anche per via telematica, di materiale pornografico.
"Dietro questo decreto - ha aggiunto Damele c'è un lavoro di quattro-cinque mesi del Ministero delle Comunicazioni certi che non basta immaginare di cancellare tutto con un tratto di penna o erigendo 'muraglie cinesi', in quanto la rete è sì una minaccia che si manifesta con la diffusione di contenuti violenti, ma è anche uno strumento che offre grandi possibilità per i giovani oltre che unostrumento di libertà, democrazia e divertimento. E' necessario, perciò, stabilire regole concordandole con gli stakeholder, perchè neppure in Cina reggerebbe diversamente "Quanto realizzato con detto decreto - ha concluso Damele - è certamente un risultato eccezionale sul tema internet del Ministro Gentiloni e dell'intero suo dicastero".