Saturday, September 23, 2006

TRAPIANTI D'ORGANO: i dati al 31 agosto

“Il Friuli – Venezia Giulia è ancora e sempre ai vertici, sulla base delle rilevazioni da inizio anno sino al 31 agosto 2006, nel dato percentuale di donatori effettivi come pure di donatori utilizzati col 34,3% (la media nazionale è del 20% di donatori utilizzati), ma un altro dato del tutto confortante è quello delle opposizioni, ferme all11,8% mentre la media nazionale è del 26,5%. Meglio di noi ha fatto solo la provincia di Trento”: lo rende noto il responsabile nazionale della comunicazione dell’Associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (Aido), Daniele Damele, che ha anche aggiunto come "anche i dati dell’attività di trapianto per i primi otto mesi dell’anno in corso sono del tutto positivi e confortanti. A livello nazionale i trapianti effettuati sono 3.075 mentre le liste dei pazienti in attesa ammontano globalmente a 8.990 di cui 6.328 per il rene”.
Damele ha evidenziato come “la donazione di organi e tessuti è l’estremo atto di generosità e amore e solo false credenze o atteggiamenti erronei possono indurre a impedire di compiere questo gesto, ma è soprattutto un dovere civile di ognuno di noi in quanto solo così si rende possibile la realizzazione di una terapia sanitaria fondamentale”.
Da ultimo il dirigente nazioanle dell'Aido ha voluto sottolineare "il lavoro impagabile svolto dai coordinatori per i trapianti in seno alle Aziende sanitarie, da tutte le associazioni di volontariato impegnate a tal proposito nonché dalla Regione Friuli Venezia Giulia".

IMMIGRATI: saranno sempre meno

Magari gli immigrati ci serviranno sempre di meno in Friuli Venezia Giulia e, in generale, nel Nordest italiano. Perché? E' presto detto: c'è meno lavoro per loro. Secondo le stime dell'Unioncamere, l'associazione che raggruppa gli enti camerali della regione più a nordest d'Italia, i posti di lavoro proposti agli extracomunitari diminuiscono. Vale per i nuovi arrivi, ma anche per chi è già qui e si ritrova disoccupato con l'alternativa di doversi ricollocare in altre realtà regionali oppure di dover chiedere aiuto con la conseguenza inevitabile che il peso sociale a ciò relativo si scarica sempre e solo sulla comunità locale.
Di questa fotografia attuale la politica dovrebbe tener conto al fine di non produrre azioni che, magari, non si rivelino al passo coi tempi. Le soluzioni da garantire devono tener conto della realtà, altrimenti si sprecano risorse.
Ma ecco i dati che confermano quanto sin qui sostenuto, ovvero che alle aziende del Friuli Venezia Giulia non servono più immigrati senza scolarizzazione da impiegare per mansioni a bassa professionalità. La richiesta di lavoratori extracomunitari in Friuli Venezia Giulia passa da 6.960 del 2005 alle 4.590 delle previsioni del 2006. Vi è, poi, un altro dato che merita attenzione: la componente immigrata sul totale delle assunzioni passa dal 40,7% dell'anno scorso alla previsione del 28% di quest'anno.
Sarà perchè da anni si parla di innovazione tecnologica e ripensamento del manifatturiero su produzioni a più alto valore aggiunto, sarà che il mercato del lavoro richiede figure professionali a più alta scolarizzazione e che gli immigrati che in numero maggiore giungono in questo pezzo di terra italiana non hanno un curriculum elevato (eccezion fatta per gli scienziati di Trieste) e fors'anche qualche problema di lingua, insomma il numero degli extra-comunitari richiesti per lavoro è destinato a diminuire.
D'altronde se uno viaggia nelle aziende che ristrutturano si accorge immediatamente che quando si taglia sul personale le prime mansioni a saltare sono quelle a minore professionalità. Non scordiamo, poi, la delocalizzazione che ha investito anche il Friuli Venezia Giulia e, quindi, la maggior meccanizzazione delle fabbriche che ha comportato l'inevitabile diminuzione di richiesta di lavoratori non qualificati. Proprio parlando di delocalizzazione il caso emblematico in Friuli è quello della sedia e del suo distretto del manzanese laddove le prime fasi della lavorazione sono state trasferite all'estero riducendo così il fabbisogno di manodopera manuale. Negli ultimi sei anni la forza lavoro di quest'area è diminuita di oltre 2 mila unità.
Il processo di delocalizzazione corrisponde, però, da un lato a quanto richiesto da molte parti, ovvero di aiutare i popoli che premono per trasferirsi in Europa e nell'Occidente in genere in loco al fine di garantire nei loro Paesi d'origine un miglioramento della situazione di vita. Una riflessione in proposito andrebbe, però, posta: le imprese che delocalizzano lo fanno, o quantomeno lo hanno fatto per risparmiare proprio sui costi di manodopera e in virtù di ciò hanno anche dato vita, talvolta, a una sorta di "nomadismo imprenditoriale", ad esempio spingendosi sempre più a Est, dalla Romania alla Russia sino alla Cina alla ricerca di manodopera a bassissimo costo. Forse non è così, però, che si aiuta un popolo e lo si fa crescere economicamente, certamente è così che si fa profitto.
Tornando a casa nostra sembra ormai venir meno, pertanto, l'epoca in cui la domanda di operai da parte delle aziende friulane non era soddisfatta dal mercato locale rendendo così necessario se non addirittura indispensabile il ricorso ai lavoratori extra-comunitari anche se in taluni settori, come la meccanica, la ristrutturazione competitiva non ha comportato tagli significativi.
Resta, quindi, quanto accennato in precedenza tenendo conto che gli immigrati che hanno ottenuto il ricongiungimento familiare hanno ormai messo radici sul territorio e ben difficilmente potranno ricollocarsi in altre realtà regionali italiane. Da qui il riferimento al peso sociale di questa disoccupazione immigrata che si verrà a creare con inevitabili ripercussioni sulla collettività locale che non deve farsi trovare impreparata dinanzi a questa situazione.
Un aiuto, ma solo per lavoratori ad alta professionalità, giunge da un fondo di ricollocamento a disposizione delle Province le quali talvolta hanno difficoltà a impiegarlo. La risorsa non deve andare sprecata, ma alla politica si chiede anche di guidare la società e, pertanto, di garantire soluzioni a tutti: ce la farà? Sicuramente non potrà dire di non essere stata avvisata.

Daniele Damele
Docente di Etica e comunicazione
Università di Udine

Sunday, September 17, 2006

RADIOPUNTOZERO: "Dalla parte di bambini e ragazzi" riparte venerdì 22 settembre alle ore 10,05


Venerdì 22 settembre alle ore 10.05 sui 101.1 e 101.5 Mhz di Radiopuntozero andrà in onda la prima trasmissione del terzo ciclo di “Dalla parte di bambini e ragazzi”, rubrica radiofonica della durata di quindici minuti, condotta da Barbara Pernar. La trasmisisone avrà una nuova veste. Ogni venerdì mattina, infatti, la conduttrice Pernar raggiungerà al telefono Daniele Damele per degli approfondimenti per ragazzi e adulti su temi d'interesse e d'attualità dei minorenni, dei loro genitori e degli educatori con particolare riferimento alla tutela dei giovani rispetto ai mezzi di comunicazione. "Tutti dicono - ha evidenziato Damele - che i giovani sono il nostro futuro, ma oggi sono già, subito, il loro presente e di questo ci dobbiamo interessare occupandoci di loro come faremo settimanalmente Barbara Pernar e io".
Chi desiderasse proporre la sua opinione in merito o richiedere indicazioni può inviare una mail all'indirizzo: radiopuntozero@radiopuntozero.it o collegarsi al blog http://danieledamele.blogspot.com/
Daniele Damele, che è anche vice-presidente del Comitato di garanzia Internet e minori, ha dichiarato che "l'emittente radiofonica del Friuli - Venezia Giulia degli ottimi Busolini ha dimostrato ancora una volta grande sensibilità favorendo una rubrica che è certamente di servizio pubblico".
Ulteriori info nei siti: www.radiopuntozero.it, www.interneteminori.org, www.comunicazioni.it e www.agcom.it.

CENTRO del libro parlato, convegno su Barriere mentali: il lavoro psicologico nell'area della disabilità

"Spesso il contatto dei cosiddetti normodati con un disabile genera un conflitto. Dobbiamo esserne consapevoli e reagire con serenità al fine di instaurare subito un rapporto naturale e garantire così normalità di relazioni": è quanto dichiarato da Daniele Damele, vice-presidente del Comitato nazionale di garanzia internet e minori, da sempre impegnato nel sociale, alla tradizionale assemblea annuale del Centro internazionale del libro parlato tenutasi a Feltre con soci e donatori di voce, provenienti da tutta Italia, ma con significative presenze delle regioni del Nordest.
Al convegno, promosso per approfondire temi di interesse per chi opera nel settore della comunicazione con i non vedenti, è stato trattato il tema "Barriere mentali: il lavoro psicologico nell'area della disabilità". Accanto a Damele, docente di Etica e comunicazione all'Università di Udine, anche Paolo Valerio, docente di Psicologia clinica dell'Università di Napoli e direttore della scuola di specializzazione dell'ateneo stesso.
Damele ha sostenuto che "la mente ha soluzioni adattative al pari del nostro fisico per cui occorre creare abitudini e atteggiamenti mentali positivi al fine di garantire riflessi condizionati tendenti al bene" e ha poi invitato i genitori dei disabili a "uscire di casa coi propri figli e non chiudersi in se stessi senza timore alcuno del pensiero altrui". Un altro invito rivolto sempre dal docente friulano è stato quello di "non chiedersi in continuazione perché è toccato proprio a me un figlio disabile" rigettando i modelli devianti di tv, internet e altri mezzi di comunicazione che "individuano salute e bellezza come status irrinunciabili".
Da ultimo Damele ha auspicato che "gli organi d'informazione dedichino sempre maggiori spazi ai temi dei disabili includendo le esperienze di questi ultimi accanto a quelle dei normodotati".

UDINE economia in tv, su Telefriuli a partire da mercoledì 27 alle ore 21


Udine economia sbarca in tv su Telefriuli. Ogni 15 giorni, tutti i mercoledì alle ore 21, infatti, la Camera di commercio promuove un talk show sull'emittente friuliana per trattare i temi dell'economia provinciale e informare cittadini e imprese sui servizi resi dall'ente camerale presieduto dall'ingegner Adalberto Valduga.
La trasmissione avrà per titolo proprio "Udine economia in tv" e sarà replicata i venerdì mattina alle ore 8.45 e i sabato alle 23. In tale forma si punta a raggiungere il maggior numero di telespettatori friulani garantendo un'articolata programmazione nei differenti orari previsti.
Mercoledì 27 andrà, pertanto, in onda la prima puntata della nuova rubrica televisiva mentre il successivo appuntamento è previsto a partire da mercoledì 11 ottobre, sempre alle 21.

Monday, September 11, 2006

TECNO-ADOLESCENTI, tecno-fobie, ...


I nostri ragazzi sono sempre più dei tecno-adolescenti. Sanno tutto di pc, telefonia mobile, videogiochi, iPod e telecomandi per ogni tipo di tv. Però le nuove tecnologie possono comportare anche stress oltre che fobie e, udite udite, forme di tecno-superstizione.
Ho raccolto alcune forme di difficoltà che potrebbero essere riscontrate nei nostri ragazzi, ma forse anche tra chi ha qualche anno in più. Avete mai visto giovani e non inchiodati allo schermo magico del telefonino per avere la certezza d'essere sempre raggiungibili? Il fatto è che cellulari, pc e iPod sono diventati estensioni del nostro corpo. Comunichiamo quello che siamo mostrando il telefonino, trasmettiamo le nostre emozioni con una suoneria e così via.
E se, poi, accade di perdere il cellulare con gli sms memorizzati e i numeri della rubrica (una volta allenavamo la memoria, oggi basta un tocco col pollice) è un po' come perdere parte della nostra identità. Avere il pc in tilt è, invece, come fare i conti con la nostra anima a pezzi. Insomma da oggetti tali strumenti sono diventati simboli.
E così crescono fobie e paranoie: c'è chi vive con l'incubo delle catene di Sant'Antonio e chi ha due telefonini perchè se uno si rompe eccone subito pronto un altro in sostituzione. Ma così aumentano le nevrosi e diventa sempre più difficile spegnere i telefonini o lasciarli squillare a vuoto anche se accade, raramente, ma accade d'incontrare anche chi lo fa squillare a vuoto nove volte su dieci, una paranoia anche quella.
Che dire, poi, di chi si mette a guardare internet alle 11 di sera o giù di lì: di link in link tira l'una o anche più mentre con le email si è quasi persa la lettera tradizionale che tanto effetto aveva in passato.
Ma veniamo a quelle che possono risultare le fobie più frequenti: con l'iPod è ossessivo scaricare almeno un file mp3 nuovo al giorno e stare male se non si riesce a farlo come pure toccarsi continuamente la tasca per essere sicuri di non averlo perso o che non sia stato rubato. Col cellulare le fobie più attuali sono quelle di chi controlla di continuo se il telefonino ha campo per paura di non essere raggiungibile (chissà come hanno fatto i nostri genitori in passato che non ci raggiungevano col telefonino ed erano costretti a fidarsi di noi ragazzi che andavamo, almeno io, all'oratorio) come pure quelle di chi dorme col cellulare acceso o utilizza nella conversazioni parole in codice per timore d'essere intercettato.
E col pc? Anche il computer è causa di fobie: c'è chi controlla incessantemente la posta elettronica per paura di non vedere un messaggio importante oppure chi controlla più volte al giorno se in rete ci sono aggiornamenti di software da scaricare o, infine, chi scrive nelle email parole in codice per paura di echelon, il grande fratello che tutti ascolta e legge.
A proposito d'intercettazioni mio padre mi disse una volta: "male non fare, paura non avere", poi sentii la stessa frase ripetuta dal consigliere regionale e professore Fausto Monfalcon. Avevano ragione e non avevano nessuna delle fobie che troppo spesso ritroviamo nei nostri ragazzi, ma anche in tanti adulti.
Ridicole, poi, le superstizioni cresciute attorno a dette tecnologie: mai cambiare la tasca dove s'inserisce l'iPod perché la giornata potrebbe prendere una piega sbagliata oppure non usare il pc se già acceso quando si arriva in ufficio perchè è certo che occorrerà fare straordinari per l'intera settimana. E il cellulare? Mai appoggiarlo con lo schermo in giù sul letto perché arriveranno brutte notizie. Suvvia ridiamoci su e lasciamo perdere tic elettronici e superstizioni assurde e torniamo ad essere padroni di questi strumenti utilizzandoli a nostro esclusivo vantaggio.
E i genitori prestino, invece, attenzione a certi campanelli d'allarme possibili di bambini e ragazzi: la navigazione notturna attuata dopo che tutti sono andati a letto a dormire, la cancellazione dei siti visitati o la riduzione a icona appena si entra nelle loro stanze, oppure ancora l'arrabbiatura eccessiva se il Pc va in tilt o salta la corrente elettrica. Ebbene se questi comportamenti, magari assieme, sono posti in essere dai nostri giovani a più riprese e continuativamente nel tempo ecco che certi campanelli d'allarme dovrebbero scattare. Penso alla ricerca di un maggior dialogo e soprattutto di "ascolto" dei nostri figli e anche se inizialmente i primi giorni staranno zitti, muti, impassibili, prima o poi si scioglieranno e il dialogo verrà e con esso il tempo dedicato a loro potrà risultare molto più utile di tante ore passate dinanzi ai tanti differenti schermi oggi in uso ai giovani.

Daniele Damele
Docente di Etica e comunicazione
Università di Udine

TELEFRIULI:
"Conosciamoci" riparte mercoledì 4 ottobre alle 21


Il terzo ciclo della rubrica televisiva, in onda su Telefriuli, sulle storie di vita di casa nostra, “Conosciamoci”, trasmissione ideata e condotta in diretta da Daniele Damele, riparte mercoledì 4 ottobre alle ore 21 (in replica venerdì alle 8.45 e sabato alle 23). Primo ospite di questa nuova edizione è il docente di diritto internazionale, Maurizio Maresca, dell'Università di Udine. Chi desidera intervenire in trasmissione può inviare una mail a damele1962@interfree.it. La trasmissione vedrà la presenza in studio, ogni quindici giorni, di vari ospiti del mondo sociale, economico e culturale del Friuli Venezia Giulia.
Giunto alla vigilia del terzo ciclo di Conosciamoci (il primo era iniziato a febbraio 2005 per concludersi a luglio mentre il secondo prese avvio a settembre 2005 accompagnando i telespettatori friulani per dieci mesi), Damele ha sostenuto che "gli ospiti avuti in questi mesi sono risultati un esempio di vita, un modello per chiunque, ma in particolare per i più giovani". Giunti così alla vigilia di un nuovo ciclo di "Conosciamoci", il bilancio che è possibile trarre per il passato è senz'altro positivo. La trasmissione ha spesso dovuto scontrarsi il mercoledì sera con partite di calcio in onda su altri canali, ma nonostante ciò i dati d'ascolto sono risultati costantemente positivi a conferma del desiderio dei friulani di poter avere proposte alternative di riflessione. E così è stato grazie a tanti ospiti che si sono messi in gioco raccontando le loro storie di vita.
"E' stato assolutamente importante - ha sottolineato il conduttore di Conosciamoci, Damele, - fermarsi almeno un momento a pensare dando spazio alla riflessione e riservando ai giovani e al mondo del sociale attenzione, ascolto, affetto e amore. In questo senso l'emittente diretta da Alberto Terasso garantisce ai giovani, attraverso Conosciamoci, ma anche altre apprezzate e seguite rubriche, di potersi esprimere e dire la loro, come pure di mettersi alla prova com' è stato per Elisa Michellut prima e Martina Seleni poi che hanno curato la preparazione delle trasmissioni in due successivi momenti".
Telefriuli propone con Conosciamoci persone che raccontano le loro storie di vita, le loro esperienze, i propri punti di vista: "cercheremo ancora personaggi noti o tipici della realtà del Friuli-Venezia Giulia, oltre che, appunto, i giovani che - ha detto Damele - possono liberamente venire a Telefriuli per dire ciò che pensano sul loro presente e sulle loro aspettative future come pure per dibattere temi d’attualità per una riflessione e un approfondimento".
Telefriuli invita, quindi, il mondo delle associazioni, del privato sociale, della realtà di solidarietà, delle scuole a proporre ospiti disponibili a intervenire, da settembre, con storie da raccontare che possano risultare di interesse comune al fine di lanciare messaggi di speranza e fiducia nel futuro, proposte e nuove idee, valorizzando esperienze di persone che operano per tali fini. I temi che saranno trattati saranno soprattutto quelli della sanità, del sociale, dell'economia, della cultura, del volontariato, dell'altro sport (legati ad esempio alle discipline minori e dei disabili, …).
Spazi particolari e presenze ad hoc saranno dedicati, come accennato, sempre anche ai giovani che possono anch'essi inviare una mail (damele1962@interfree.it) per essere invitati in studio. Per i ragazzi si tratta, quindi, di un'opportunità, quella d'incontrare un personaggio e dire la propria in una trasmissione alternativa ai reality e ad altre vetrine. Ai giovani, tra i 14 e i 26 anni non resta altro, quindi, che farsi avanti ed esprimersi.