Friday, August 25, 2006

APPUNTAMENTI: Ti aspetto lunedì 28 a Grado alle ore 18.30


Lunedì 28 agosto a Grado alle ore 18.30 nel giardino del municipio sul lungomare (in caso di maltempo nella sala della biblioteca civica) si terrà la presentazione del libro "Società e tutela dei minorenni nel mondo globalizzato dai media. Idee e riflessioni per genitori ed educatori" di Daniele Damele, edizioni del Labirinto 2006. All'incontro, a ingresso libero, sono stati invitati a portare un saluto, assieme all'autore, il sindaco Roberto Marin, l'assessore comunale alla cultura Paolo Quargnali, il vice-presidente del Consiglio regionale, Roberto Asquini, il consigliere regionale Cristiano Degano e il medico Massimiliano Fanni Canelles, da anni impegnato a favore dell'infanzia nel mondo. Presenzierà l'onorevole Ettore Romoli. L'evento sarà presentato da Martina Seleni (www.martinaseleni.org), che ne cura anche la promozione. Il ricavato del libro destinato all'autore sarà devoluto a favore dell'ospedale infantile triestino Burlo Garofolo. In occasione di tale presentazione il presidente dell'Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia, Piero Villotta, ha voluto esprimere "tutto il mio plauso per l'impegno reso da Damele a favore dei minorenni".

Con tale produzione Damele è giunto alla sua quinta fatica letteraria che giudica "la più rilevante perché segna un percorso". Il libro contiene idee e riflessioni dedicate in particolare a genitori ed educatori, una prefazione di Ezio Greggio e la presentazione di Maria Paola Pagnini.Dopo aver pubblicato "La Transizione in Friuli Venezia Giulia", un instant book che prendeva in giro i protagonisti dell'anomala legislatura regionale del FVG del 1993-98 con ben cinque giunte regionali differenti succedutesi in cinque anni, Damele si è dedicato al settore delle comunicazioni dando alle stampe dapprima "Tvogliamo La tivù che vogliamo per i bambini" e poi "Nuove frontiere della Comunicazione" per la Edizioni Università di Trieste. Ha anche realizzato "A tu per tu ritratti", interviste a personaggi del mondo artistico, dello spettacolo, dell'informazione, della politica, della medicina, della scienza, edito dalla Rai del Friuli-Venezia Giulia.

Fra le tante ragioni che hanno indotto Damele a studiare a fondo i temi della comunicazione ("gli errori che ho commesso con i miei figli in merito sono stati una grande molla") vi è anche "la consapevolezza maturata che la conseguenza dell'esposizione alla violenza dei media può provocare la desensibilizzazione alla brutalità reale del mondo, al dolore e alla sofferenza dell'altro, e un aumento del livello di tolleranza di tali elementi. E' l'atteggiamento comunemente definito del bystander, cioè di colui che sta a guardare e accetta come normale la crudeltà che viene dai media e dalla società. Inaccettabile - dice Damele - in un mondo dove quel che più sconvolge e meraviglia positivamente deve tornare a essere amore e verità".

Damele è laureato in Scienze politiche e dottore di ricerca in Politiche di Sviluppo e Gestione del Territorio, giornalista pubblicista, vice-presidente del Comitato di garanzia Internet e minori, coordinatore del Gruppo di lavoro interministeriale che ha elaborato il codice di autoregolamentazione per la tutela dei bambini in rete e del Gruppo di lavoro Videofonini e minori del Ministero delle Comunicazioni, componente del Comitato Tecnico Interministeriale per l'uso consapevole di Internet del Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie, membro della Sezione Territoriale della Commissione per l'assetto del sistema radiotelevisivo del Ministero delle Comunicazioni. Conduttore di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, da anni si muove a favore dei giovani non solo mirando a tutelare gli stessi da possibili contenuti pericolosi presenti in vari strumenti di comunicazione (tv, internet, videogiochi, telefonini, specie di nuova generazione), ma anche battendosi per garantire loro spazi di confronto, analisi e incontro valorizzando le loro idee.

Monday, August 21, 2006

PUBBLICITA' a scuola: per favore no!


Sono giorni di vacanza per gli studenti. Lo squillo della campanella è ancora un po' lontano, forse, giustamente, più nelle teste dei nostri ragazzi che nel calendario, ma qualcosa si muove attorno al mondo scuola e non certamente positivamente. La notizia non è, infatti, positiva: qualcuno pensa di far entrare nelle scuole pubbliche la pubblicità.
Mentre a Roma, giustamente, il ministro delle comunicazioni, Paolo Gentiloni, chiede, finalmente, di limitare il volume degli spot radio-televisivi rispetto alle programmazioni, altri, dopo aver conquistato strade, radio, televisioni, stazioni, aeroporti, la rete, spiagge e monti, sono partiti all'assalto delle aule scolastiche: sono gli sponsor e i pubblicitari.
Alcuni dirigenti scolastici, gli ex-presidi, hanno già firmato in Liguria e in Campania contratti in forza dei quali a fronte di una cifra, talvolta beffardamente nemmeno tanto congrua, lasceranno introdurre cartelloni pubblicitari nelle aule delle loro scuole, salvo ripensamenti dell'ultimora.
La giustificazione sarebbe la necessità di fare cassetta, di avere fondi, ma il problema è forte. La strategia che i promotori di tale iniziativa stanno utilizzando è di tipo "morbido": le prime pubblicità assomiglieranno a quelle di tipo "progresso" o socio-culturali, come la promozione dell'acquario di Genova, di musei e di viaggi culturali, ma poi arriveranno bibite, abbigliamento giovanile, merendine, e, quindi, videogiochi, motorini e tutto quanto può interessare il mondo giovanile.
L'importante è entrare. Poi si sa: vinta la prima battaglia si parte per la guerra con una vittoria alle spalle. Sponsor e pubblicitari potranno dettare così regole, condizioni, prezzi, imporre pubblicità e magari, pian piano, passare da quelle fisse a quelle dinamiche e, poi, da quelle mute a quelle sonore così si riempiranno anche le ricreazioni.
Lo scenario non è così lontano. Lungi da me gettare la croce addosso agli ex-presidi e ai direttori didattici. Le difficoltà finanziarie in cui versano le nostre scuole sono reali, ma credo che non sia questa la soluzione idonea.
Le pubblicità "informative" sono un'esigua minoranza, quasi tutte puntano, infatti, a sedurre, ovvero a colpire l'emotività giocando sulla percezione e aggirando la riflessione. E' chiaro che se il testimonial è azzeccato e il messaggio pubblicitario suggestivo è del tutto facile imprimere un marchio nella memoria del potenziale consumatore.
Ipotizziamo, comunque, che le pubblicità che faranno il loro ingresso siano solo e sempre a carattere informativo, mi chiedo, comunque, se non è compito anche della scuola, assieme alle famiglie, porre un freno all'invasione delle immagini per favorire, invece, la parola e le altre forme del pensiero.
A scuola la pubblicità non deve entrare, per favore no! Avviamo, invece, una riflessione coi ragazzi sui meccanismi più o meno subdoli del linguaggio pubblicitario rendendo i giovani più critici in proposito. Alcuni insegnanti lo fanno già e non da ieri e in forma molto lodevole.
Se la pubblicità entrasse nelle scuole quest'attività d'insegnamento critico diverrebbe, però, giocoforza più difficile per l'ambiguità che ne diverrebbe: in aula ragioniamo criticamente sulla pubblicità, nei corridoi scolastici la subiamo.
Non occorre lavorare nella pubblicità per sapere che la sola presenza della pubblicità è persuasiva ed efficace. E la conseguenza sarà che gli studenti potranno pensare che gli insegnanti hanno ragione nel sostenere che la pubblicità mira a suggestionare e induce all'acquisto anche facendo sentire inadeguata la persona se non ha acquistato quel dato prodotto, però, poi, nessuno si oppone all'ingresso delle pubblicità nelle scuole per cui il valore della pubblicità è certamente alto e importante. E chi vincerebbe la sfida tra critica e pubblicità se non quest'ultima? E con chi vogliono stare, giovani e non, se non con chi vince?
Per favore no, la pubblicità a scuola proprio no.

APPUNTAMENTI: Ti aspetto venerdì 25 a Lignano Sabbiadoro alle ore 21


Venerdì 25 agosto a Lignano Sabbiadoro alle ore 21 alla sala della Biblioteca Civica “Bruna Lizzi De Minicis” nel Centro Civico "Sandro Pertini" di via Treviso 2, si terrà la presentazione del libro "Società e tutela dei minorenni nel mondo globalizzato dai media. Idee e riflessioni per genitori ed educatori" di Daniele Damele, edizioni del Labirinto 2006. All'incontro, a ingresso libero, sono stati invitati, assieme all'autore, il sindaco Silvano Delzotto, il vice-presidente della Provincia di Udine, Paride Cargnelutti, e i consiglieri regionali Alessandro Carmi (Cpp) e Daniele Galasso (FI). L'evento sarà presentato da Martina Seleni (www.martinaseleni.org), che ne cura anche la promozione. Presenzierà all'evento la psicoterapeuta e scrittrice Vera Slepoj. Il ricavato del libro destinato all'autore sarà devoluto a favore dell'ospedale infantile triestino Burlo Garofolo.

Con tale produzione Damele è giunto alla sua quinta fatica letteraria che giudica "la più rilevante perché segna un percorso". Il libro contiene idee e riflessioni dedicate in particolare a genitori ed educatori, una prefazione di Ezio Greggio e la presentazione di Maria Paola Pagnini.Dopo aver pubblicato "La Transizione in Friuli Venezia Giulia", un instant book che prendeva in giro i protagonisti dell'anomala legislatura regionale del FVG del 1993-98 con ben cinque giunte regionali differenti succedutesi in cinque anni, Damele si è dedicato al settore delle comunicazioni dando alle stampe dapprima "Tvogliamo La tivù che vogliamo per i bambini" e poi "Nuove frontiere della Comunicazione" per la Edizioni Università di Trieste. Ha anche realizzato "A tu per tu ritratti", interviste a personaggi del mondo artistico, dello spettacolo, dell'informazione, della politica, della medicina, della scienza, edito dalla Rai del Friuli-Venezia Giulia.

Fra le tante ragioni che hanno indotto Damele a studiare a fondo i temi della comunicazione ("gli errori che ho commesso con i miei figli in merito sono stati una grande molla") vi è anche "la consapevolezza maturata che la conseguenza dell'esposizione alla violenza dei media può provocare la desensibilizzazione alla brutalità reale del mondo, al dolore e alla sofferenza dell'altro, e un aumento del livello di tolleranza di tali elementi. E' l'atteggiamento comunemente definito del bystander, cioè di colui che sta a guardare e accetta come normale la crudeltà che viene dai media e dalla società. Inaccettabile - dice Damele - in un mondo dove quel che più sconvolge e meraviglia positivamente deve tornare a essere amore e verità".

Damele è laureato in Scienze politiche e dottore di ricerca in Politiche di Sviluppo e Gestione del Territorio, giornalista pubblicista, vice-presidente del Comitato di garanzia Internet e minori, coordinatore del Gruppo di lavoro interministeriale che ha elaborato il codice di autoregolamentazione per la tutela dei bambini in rete e del Gruppo di lavoro Videofonini e minori del Ministero delle Comunicazioni, componente del Comitato Tecnico Interministeriale per l'uso consapevole di Internet del Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie, membro della Sezione Territoriale della Commissione per l'assetto del sistema radiotelevisivo del Ministero delle Comunicazioni. Conduttore di numerose trasmissioni radiofoniche e televisive, da anni si muove a favore dei giovani non solo mirando a tutelare gli stessi da possibili contenuti pericolosi presenti in vari strumenti di comunicazione (tv, internet, videogiochi, telefonini, specie di nuova generazione), ma anche battendosi per garantire loro spazi di confronto, analisi e incontro valorizzando le loro idee.

Wednesday, August 09, 2006

BOA VISTA: meraviglia di Cabo Verde, e il Friuli c'è!


Cabo Verde è un arcipelago di origine vulcanica composto da dieci isole, di cui nove abitate, e otto isolotti per una superficie di poco più di 4 mila chilometri quadrati. E' a 445 chilometri dalla costa africana sopra l'equatore. La capitale è Santiago, l'isola più nota è, però, quella di Sal, ma la più bella, attualmente, è l'isola di Boa Vista dove sono presenti parecchi italiani, tra i quali si fa certamente notare la comunità friulana. Nel centro di Sal Rei, capoluogo di Boa Vista, è immancabile, infatti, la visita alla trattoria "Blu Marlin" di Luca, originario di Verzegnis, che ha attivato anche un'attività di pescatore con la "Boapesca fishing club". Se lo vuoi trovare in trattoria devi andare solo dopo le 17. Accanto a lui soci friulani, tra cui il simpatico Massimo, la moglie caboverdiana, e un figlioletto biondo che scorazza felice per l'isola. Immancabili i vini friulani: Jerman, Bortolussi, Kante, Masarotti e la grappa Tosolini.
A pochi passi dal Blu Marlin ha sede la "Olitour" di Marisa Tamussin che ha lasciato alcuni anni fa il Bar La Perla di via Cividale 168 alla sorella e la sua Forni Avoltri per sposarsi con un simpatico caboverdiano e divenire l'anima di un'agenzia turistica. Eh sì perché proprio le attività di quei turisti che non amano solo il surf, ma anche la scoperta di un'isola brulla e ancora poco contaminata, lontana dalle masse turistiche e dai francamente troppi senegalesi la cui insistenza nel venderti prodotti locali (?) è realmente eccessiva, sono le più redditizie a Boa Vista con il noleggio di quod e jeep per le escursioni guidate.
Splendide le spiagge, come quella di Santa Monica (chiamata così perché ricorderebbe quella californiana), ma anche e soprattutto di Coral Velho (Corallo Vecchio), i pochi piccoli paesi dove parlano creolo e, seppure con difficoltà, il portoghese, che è rimasta la lingua ufficiale nonostante dal 1975 Cabo Verde sia divenuto indipendente.
Il clima è secco e tropicale però da agosto a ottobre è più umido e qualche volta piove. La temperatura media è di 24 gradi. Il piatto tipico è la cachupa a base di fagioli bianchi, pesce, insalate e altri alimenti, molto gustosa.
Da alcuni mesi è stato rieletto presidente della Repubblica Pedro Pires, di centro sinistra col 50,98% dei consensi. Boa Vista è governata, invece, da una giunta regionale di centro destra. Dal Friuli Boa Vista si raggiunge attraverso un volo da Verona che fa scalo a Roma e poi a Sal. In tutto sono 6 ore e mezza di volo mentre il fuso orario è attualmente pari a tre ore indietro rispetto l'Italia. Ci sono comunque anche altri voli (Neos Italia) da Verona e Milano su Sal con scalo a Bologna e Roma.
Negli occhi e nel cuore ti restano parecchie cose: le tartarughe "carretta carretta" che depongono le uova di notte e che, senza disturbarle, puoi notare lungo il bagnasciuga delle spiagge attraverso piccoli faretti, le onde atlantiche nelle quali tuffarsi, l'insediamento di studenti biologi che studiano queste tartarughe giganti in via d'estinzione, ma anche la semplicità della gente che non si reca al lavoro quando fa troppo caldo e che si ferma a dialogare senza alcun problema di tempo. Insomma un'oasi che si allontana già quando metti piede sull'isola di Sal, più attenta a certi servizi turistici compresi quelli per le donne sole affascinate da caboverdiani che per mettersi in mostra ostentano muscoli e addominali lungo le spiagge per fini identici a quelli che si trovano anche in Jamaica, insomma di tipo sessuale.
Attorno all'isola di Boa Vista vi sono anche alcuni relitti che la gente va a fotografare e attorno ai quali nascono le storie più fantastiche tra rhum ed errori di rotta mentre un'aquila di mare ha fatto il suo nido proprio sull'albero di una di queste navi e le guide locali, come Titino e Handerson, mettono in guardia nel non recarsi troppo al largo a nuoto o in surf in quanto sussiste anche il pericolo di squali.
Maggiori info sul sito http://www.boavista2000.com/.

Wednesday, August 02, 2006

INTERVISTA a Daniele Damele (agosto '06)


Daniele Damele, giornalista, 44 anni, laureato in Scienze politiche, dottore di ricerca in Geopolitica, si è da sempre adoperato per la tutela dei minorenni rispetto agli effetti nocivi della televisione, alle truffe delle televendite, ai pericoli della rete (è vice-presidente del Comitato nazionale di garanzia internet e minori), prestando la sua attenzione anche alla tutela della salute pubblica rispetto alle onde elettromagnetiche e alla valorizzazione delle lingue minoritarie storiche, come lo sloveno e il friulano. Ha da sempre un costante occhio di riguardo ad infanzia e adolescenza. Ha scritto cinque libri e si occupa anche di volontariato, in particolare con l’associazione italiana per la donazione di organi, tessuti e cellule (AIDO) di cui è responsabile della comunicazione a livello nazionale.
Damele, da dove cominciamo, dal libro “Società e tutela dei minorenni nel mondo globalizzato dai media”?
“Beh, sì grazie! Una grande soddisfazione. Mio figlio Marco, che oggi ha quasi 13 anni, mi ha detto che sono stato bravo. E’ stato il più bel complimento per me. Peraltro, il libro nasce proprio dai dialoghi con lui e da quelli del passato con l’altro mio figlio, Bernardo, di ormai quasi 23 anni, dal cercare di ascoltare le loro opinioni rispetto agli strumenti di comunicazione, quali televisione, internet, videogiochi, telefonini che non devono essere demonizzati, ma che abbisognano di un controllo continuo da parte degli adulti. I miei figli mi hanno insegnato tantissimo in questi anni. Molte volte mi confronto tuttora con Marco prima di partecipare a dei convegni sul tema. Non ho mai fatto brutta figura! E’ lui che è bravo”.
Quali consigli da allora a genitori ed educatori con questo libro?
“Nessun consiglio. Solo idee e riflessioni. La prima riflessione è quella volta ad ascoltare i figli e passare più tempo con loro. Io quest’esigenza l’ho riscoperta abbastanza recentemente anche in virtù di situazioni personali particolari. Credevo che la qualità potesse supplire alla quantità. Non è così, anzi questo è un alibi. Si parla di filtri per internet (ottimo è quello scaricabile da http://www.davide.it/) e fasce protette per la tv (l’unica vera va dalle 16 alle 19), ma il filtro più importante è quello umano, quello di noi genitori e degli insegnanti. Scegliere assieme programmi, videogiochi e siti, poi, potrebbe essere un’ottima cosa. Per il resto rinvio all’ottimo sito del Ministero delle Comunicazioni http://www.comunicazioni.it/ e invito i genitori a prestare attenzione anche ai telefonini, di nuova generazione”.
Sul piano pratico quali programmi consiglia?
“Ce ne sono tanti di belli e anche educativi. La melevisione, Albero azzurro, Art Attack, ma anche Disney Channel, seppure con qualche eccezione. Lo stesso vale per i siti della rete. C’è un mondo di cultura, bellezze naturali e altro tutto da scoprire e navigare evitando la spazzatura. L’importante, se si è piccolini, e non farlo mai da soli”.
E lei cosa guarda in tv?
Poche cose a dire il vero. I telegiornali, Striscia la Notizia, ma solo quando ci sono i miei amici Greggio e Iacchetti, lo sport, qualche film. Mi piacciono molto alcune produzioni delle tv locali, ma non mi riferisco ovviamente a quelle alle quali collaboro!”.
E in internet?
“I siti sui quali navigo sono quelli utili alle mie attività lavorative. Spesso, quando devo volare, consulto il sito dell’aeroporto di Ronchi dei Legionari per vedere se si parte in orario oppure no!”
Lei è stato in passato presidente del Corecom del Friuli-Venezia Giulia, un ottimo osservatorio. Cosa le resta di quell’esperienza?
“La considero un’ottima esperienza. Peraltro ho avuto tanto dal Corecom, anzi è più quanto ho avuto di quello ch’io non sia riuscito a dare. Fui proposto per quella carica in forma bipartisan, ovvero da Forza Italia e Margherita”.
Ok, ma dell’attività svolta al Corecom non ci dice nulla?
“Potrei riempire un libro, un altro. Sono un iperattivo. Feci moltissimo con tante persone capaci. Abbiamo sicuramente cercato tutte le strade possibili per avvicinare la gente alla comunicazione, anche politica e ad una gestione trasparente della cosa pubblica. Abbiamo svolto un ruolo attivo di garanzia e governo come, peraltro, previsto dalla legge e operato per il friulano, lo sloveno, i minorenni, la tutela della salute pubblica rispetto all’elettromagnetismo”.
Come giudica i tre anni del suo successore al Corecom Del Campo?
“Non li giudico”.
Perché mai?
“Quell’Ente l’ho forgiato io e dal Corecom, come Le ho detto, ho ricevuto molto più di quanto io non sia riuscito a dare. Ricordo quell’esperienza con affetto e simpatia, ma è chiusa”.
Intanto è diventato docente di Etica e Comunicazione all’Università di Udine. Dovremo chiamarla prof.?
“No, no, è solo un contratto gratuito. Spero di passare le nozioni acquisite in questi anni ai giovani”.
Anche in tv, a Telefriuli come a Telequattro e a Radio Punzo Zero ha sempre valorizzato i giovani. Perché?
“Miro a far dialogare adulti e ragazzi sui temi più importanti della nostra società fornendo delle alternative al terribile wrestling, e alle tante proposte di modelli diseducativi che si vedono alle tv nazionali, come ad esempio i reality, altra spazzatura”.
Chi sono i politici più abili nel comunicare?
“Illy è certamente il miglior comunicatore politico regionale anche se è, talvolta, un po’ freddino. Altri bravi comunicatori sono senz’altro Rosato, Piero Camber, Gottardo e molti altri”.
E tra i politici si è fatto degli amici?
"Amico è una parola grossa, molto grossa e impegnativa. Amici sono quelli con i quali condividi esperienze. Diciamo che sono riconoscente a quei politici che hanno dimostrato fiducia in me tanto da assegnarmi degli incarichi. Mi riferisco a Antonione, Tondo, Saro, Romoli, Staffieri, Moretton e De Gioia per il Corecom e Strassoldo per la Provincia di Udine. Avevo un amico politico sì, che frequentava la mia casa, era il comunista triestino Fausto Monfalcon, purtroppo non c'è più".
Quali sono i suoi prossimi impegni televisivi?
“Non lo so ancora. Mi vedrò a fine agosto con il direttore di Telefriuli, Alberto Terasso, e con l’editore di Telequattro Donata Hauser. A Radio Punto Zero non mancherà da settembre la rubrica Dalla parte di bambini e ragazzi”.
Lei ha anche sviluppato una forte professionalità rispetto all’inquinamento elettromagnetico. Ci dica: dobbiamo temere per la nostra salute?
“Più che temere dobbiamo vigilare costantemente. Fortunatamente i limiti imposti dai governi dell’Ulivo e della Casa delle libertà sono molto bassi, i più bassi in Europa. Esistono dei problemi certi per elettrodotti e antenne radio-televisive, vedasi Conconello e Chiampore a Trieste, ma anche Faedis e Monte San Michele nell’isontino mentre per le antenne dei telefonini forse sussiste un eccessivo allarmismo. Va detto che i limiti imposti dalla legge non sono mai stati superati dalle stazioni di radio base per la telefonia cellulare in Friuli – Venezia Giulia. Occorre, però, mantenere la guardia alta e vigilare chiedendo maggiori controlli all’Arpa. Consiglio, in ogni caso, di visitare il sito http://www.monitoraggio.fub.it/ che riporta in tempo reale tutti i dati dei controlli effettuati per conto del Ministero delle Comunicazioni costantemente attento alle necessità del cittadino”.
Veniamo, infine, all’Aido, l’associazione per la donazione di organi. I dati sono confortanti, almeno in Friuli Venezia Giulia vero?
“Sì, certamente. E ciò lo si deve alla Regione, alle Aziende sanitarie, ai tanti bravi medici e alle associazioni. Ma resta ancora tanto da fare perché le liste d’attesa, specie per i trapianti di rene, sono molto lunghe. Per questo dobbiamo proseguire nell’azione di sensibilizzazione. Portarci dietro gli organi una volta morti è inutile, meglio donarli a chi ne ha bisogno”.

TELEFRIULI: ampio successo della seconda edizione di Conosciamoci


Il secondo ciclo della rubrica televisiva, in onda su Telefriuli, sulle storie di vita di casa nostra, “Conosciamoci”, trasmissione ideata e condotta in diretta da Daniele Damele, ha ottenuto un ampio successo. E il dialogo continua, adesso, per chi lo desidera, in rete attraverso l'invio di una mail a damele1962@interfree.it oppure attraverso il blog: http://danieledamele.blogspot.com/. La trasmissione tv ha visto la presenza in studio di vari ospiti del mondo sociale, economico e culturale del Friuli Venezia Giulia, ma ora si attendono le proposte per il nuovo ciclo che assumerà nuove vesti anche sulla base di quanto i telespettatori richiederanno scrivendo ai citati indirizzi internet.
Giunto alla conclusione del secondo ciclo di Conosciamoci (il primo era iniziato a febbraio 2005 per concludersi a luglio mentre questo secondo prese avvio a settembre 2005 accompagnando i telespettatori friulani per dieci mesi), Damele ha sostenuto che "gli ospiti avuti in questi mesi sono risultati un esempio di vita, un modello per chiunque, ma in particolare per i più giovani". Giunti così al termine del secondo ciclo di "Conosciamoci", il bilancio che è possibile trarre è senz'altro positivo. La trasmissione ha spesso dovuto scontrarsi il mercoledì sera con partite di calcio in onda su altri canali, ma nonostante ciò i dati d'ascolto sono risultati costantemente positivi a conferma del desiderio dei friulani di poter avere proposte alternative di riflessione. E così è stato grazie a tanti ospiti che si sono messi in gioco raccontando le loro storie di vita.
"E' stato assolutamente importante - ha sottolineato il conduttore di Conosciamoci, Damele, - fermarsi almeno un momento a pensare dando spazio alla riflessione e riservando ai giovani e al mondo del sociale attenzione, ascolto, affetto e amore. In questo senso l'emittente diretta da Alberto Terasso garantisce ai giovani, attraverso Conosciamoci, ma anche altre apprezzate e seguite rubriche, di potersi esprimere e dire la loro, come pure di mettersi alla prova com' è stato per Elisa Michellut prima e Martina Seleni poi che hanno curato la preparazione delle trasmissioni in due successivi momenti".
Telefriuli propone con Conosciamoci persone che raccontano le loro storie di vita, le loro esperienze, i propri punti di vista: "cercheremo ancora personaggi noti o tipici della realtà del Friuli-Venezia Giulia, oltre che, appunto, i giovani che - ha detto Damele - possono liberamente venire a Telefriuli per dire ciò che pensano sul loro presente e sulle loro aspettative future come pure per dibattere temi d’attualità per una riflessione e un approfondimento".
Telefriuli invita, quindi, il mondo delle associazioni, del privato sociale, della realtà di solidarietà, delle scuole a proporre ospiti disponibili a intervenire, da settembre, con storie da raccontare che possano risultare di interesse comune al fine di lanciare messaggi di speranza e fiducia nel futuro, proposte e nuove idee, valorizzando esperienze di persone che operano per tali fini. I temi che saranno trattati saranno soprattutto quelli della sanità, del sociale, dell'economia, della cultura, del volontariato, dell'altro sport (legati ad esempio alle discipline minori e dei disabili, …).
Spazi particolari e presenze ad hoc saranno dedicati, come accennato, sempre anche ai giovani che possono anch'essi inviare una mail (damele1962@interfree.it) per essere invitati in studio. Per i ragazzi si tratta, quindi, di un'opportunità, quella d'incontrare un personaggio e dire la propria in una trasmissione alternativa ai reality e ad altre vetrine. Ai giovani, tra i 14 e i 26 anni non resta altro, quindi, che farsi avanti ed esprimersi.